Bretagna Mon Amour

Viaggio dal 3 al 14 settembre 2015

 

L’emozione per la prima vacanza in camper pervade tutti, ma in particolar modo Lorenzo, che esplora il camper in ogni sua parte prima di prender posto davanti, accanto al papà, al posto di comando. Non incontriamo traffico e, dopo aver passato il traforo del Monte Bianco, entriamo velocemente in Francia. Oltrepassiamo Macon e Beaune e ci fermiamo per la notte ad Auxerre  in una bellissima area di sosta proprio accanto al fiume, con vista sulla Cattedrale. L’area è un parcheggio abbastanza ampio, non ci sono attacchi per l’elettricità né possibilità di scarico o carico acque, ma la posizione è davvero notevole,  a breve distanza sia dal centro ( segnalo una patisserie/boulangerie davvero favolosa non appena oltrepassato il ponte andando verso il centro ) che da un supermercato, utile per fare qualche scorta prima di rimettersi in viaggio. Per chi volesse c’è inoltre una pizzeria d’asporto raggiungibile a piedi ( anche buona, noi l’abbiamo testata nel viaggio di ritorno ) e in alcuni giorni, proprio nel parcheggio, c’è un piccolo chiosco che fa ottimi hamburger e patatine fritte. Noi siamo fortunati e arriviamo in una delle due sere in cui il chiosco c’è…. e ovviamente ne approfittiamo.

Ripartiamo la mattina dopo una buona colazione con croissant e baguette acquistate nella patisserie citata sopra, oggi ci aspetta ancora un po’ di strada prima di raggiungere la nostra prima meta: CANCALE. Arriviamo a Cancale nel tardo pomeriggio e ci sistemiamo nella bella area di sosta attrezzata  ( Rue des Francais Libres,  GPS N 48.66972,  W 1.86620 48.66891000 ) proprio sopra la cittadina, raggiungibile facilmente con una breve passeggiata . La giornata è stata abbastanza lunga, facciamo una veloce passeggiata, poi decidiamo per una cena in camper e una buona nottata di riposo, lasciando al giorno dopo la scoperta di Cancale. L’area di sosta è molto tranquilla e ci addormentiamo tutti senza alcun problema.

La mattina ci svegliamo insieme ad una splendida giornata di sole, c’è la bassa marea e lo spettacolo delle barche arenate lungo la spiaggia incuriosisce e diverte Lorenzo.

  

Passeggiamo senza fretta tra la spiaggia e il lungomare, fino a raggiungere quello che rende questo piccolo paesino una tappa imperdibile per chi ama le ostriche: il “marché aux huitres”. Si tratta di un piccolissimo mercato ( non più di 5/6 bancarelle ) situato accanto al porticciolo e al faro, in cui è possibile acquistare ostriche freschissime ad un prezzo davvero ottimo. Le ostriche vengono aperte al momento, servite su dei piatti di plastica ( che bisogna poi riconsegnare ) e si possono tranquillamente mangiare sul posto ( c’è un muretto proprio alle spalle delle bancarelle, oppure si può andare direttamente sul molo ) gettando i gusci vuoti al di sotto, tra la banchina e il mare, nel completo rispetto dell’ecologia locale.

 

Per pranzo scegliamo uno dei tanti ristorantini che si affacciano sulla via centrale, il “Au Vieux Safran “, dove Lorenzo mangia una buona gallette e noi delle ottime mules frites, con l’immancabile boulé di cidro.
Il resto del pomeriggio lo passiamo tra spiaggia ( dove ora la marea è decisamente salita ) e una simpatica giostrina stile carosello fronte mare, poi torniamo al camper per un po’ di riposo. Per cena ci piacerebbe molto ritornare sul lungomare, ma i piccoli sono stanchi e domani ci aspetta un’altra bella giornata all’aria aperta, così facciamo due passi nell’area di sosta a goderci il tramonto e poi ceniamo in camper.

La mattina dopo partiamo di buon’ora verso Saint-Malo, il tragitto è breve, in circa mezz’ora siamo al parcheggio che si trova in Avenue Louis Martin , molto comodo per raggiungere la città vecchia. Il parcheggio non è molto grande, ma fortunatamente non siamo in alta stagione e oltre a noi c’è un solo camper parcheggiato. Ci incamminiamo verso la città vecchia, che già si vede in fondo alla strada, e appena entrati ci sediamo in uno dei tanti bar con i tavolini al sole per fare colazione. Scegliamo la colazione completa a € 10,00, che comprende croissant, pane, marmellate, burro e un buon cappuccino, ma abbiamo la triste idea di accettare la spremuta che ci propone in aggiunta il cameriere…. e che ci costerà ben 7 € ciasciuna. Nella città dei corsari siamo effettivamente stati subito “derubati”.
Al di là di questo inizio ( che però ci ha fatto ridere per tutta la vacanza ), Saint Malo è bella esattamente come la ricordavamo dal precedete viaggio. Per me è sicuramente la città più bella della costa bretone, con le sue vie strette, le sue mura, le sue splendide spiaggie , il Fort National…. l’atmosfera qui è unica, sembra di essere catapultati in un’altra epoca, se non fosse per i negozietti di souvenir e i ristoranti che si incrociano di frequente. Si cammina bene, non c’è folla, il clima è mite e la giornata bellissima. Saint Malo splende in tutta la sua bellezza. Andiamo subito alla spiaggia dell’Eventail, c’è la bassa marea e il Fort National è raggiungibile a piedi, ma col passeggino sono difficili i movimenti sulla sabbia, così mentre il papà si diletta nell’attività di fotografo e Gabriele dorme beato, Lorenzo gioca come un matto tra sabbia, acqua e conchiglie.

 

Passeggiamo poi con calma nelle vie centrali, pranziamo in un grazioso ristorante proprio sotto i rempants, facciamo il “giro di ronda” sulle mura accompagnati e ci fermiamo poi nella spiaggia del Bon Secours, per un altro momento di gioco di Lorenzo e di foto del papà.

 

Lasciamo a malincuore Saint Malo nel tardo pomeriggio e ci fermiamo in una bella area di sosta automatizzata a Ploubalay ( Rue du chaffaud, GPS N 48.57824,  W 2.14064   ), in una zona tranquillissima a pochi passi dal centro. Un po’ di gioco per i bimbi ( accanto all’area ci sono dei giochi per bambini e un grande campo da calcio ), cena e poi tutti a nanna.

La mattina dopo ci svegliamo ancora con uno splendido sole, decidiamo di fare quattro passi per fare colazione fuori e comprare qualche scorta di cibo per il camper nel piccolo ma ben fornito supermercato lungo la via principale. La prossima tappa è un altro vecchio amore, Fort la Latte.
Arriviamo al parcheggio a metà mattina, nessun problema per trovare posto nell’area dedicata ai camper. Il tempo di “marsupiare” Gabriele e ci incamminiamo lungo la bellissima passeggiata che ci porta al forte ( se avete bimbi piccoli vi consiglio il marsupio, la visita al forte non è adatta ai passeggini, potrebbe essere davvero poco agevole ). La giornata è limpidissima, l’orizzonte è nitido e il panorama spettacolare.

 

Lorenzo rimane affascinato dalle mura, dai cannoni e dal ponte levatoio, su cui ha fatto non so quante corse!! Si diverte come un matto a camminare sulle mura e a sbirciare in ogni fessura possibile, per poi nascondersi nelle varie torrette e farci spaventare. Saliamo sulla torre più alta e rimaniamo davvero incantati dalla bellezza di quello che ci circonda; si vede distintamente anche la nostra prossima tappa, Cap Frehel, con il suo imponente faro a dominare la costa.

    

   

Torniamo al camper facendo scorpacciata di more lungo la via, ma è ora di pranzo e avevamo già notato questa mattina un bel ristorantino con bandiera bretone a poca distanza dal parcheggio… Giusto il tempo di fare cambio marsupio/passeggino e di lasciare in camper le giacche antivento e ci dirigiamo subito lì. Il posto ( Le petit Galet ) è davvero molto molto carino, pranziamo a base di mules frites ( e immancabile boulè di cidro ) e galette sulla bellissima terrazza al sole da cui si gode un panorama davvero stupendo. Il pranzo è davvero un piacere, Lorenzo si diverte con la tovaglietta da colorare e le tantissime matite colorate che gli sono state portate, Gabriele dorme e noi ci rilassiamo godendoci lo splendore della natura che ci circonda.

Lasciamo questo posto un po’ a malincuore, ma sappiamo già che ci aspetta un altra tappa meravigliosa: Cap Frehel. Parcheggiamo nel parcheggio riservato ai camper e ci incamminiamo verso il faro, che più si avvicina e più incanta Lorenzo. Rinunciamo alla salita dei 145 gradini ( un po’ faticosa sia per Lorenzo che per la mamma con il marsupio ) e  passeggiamo tranquillamente fino alla punta, con lo sguardo che si perde nel meraviglioso orizzonte.

   

La sera ci fermiamo in un campeggio poco distante dal faro, siamo stanchi ma decisamente soddisfatti dalla meravigliosa giornata trascorsa.

Sembra incredibile ma anche questa mattina c’è il sole….costa di granito rosa, arriviamo!!! Ho delle grandissime aspettative, nel precedente viaggio la pioggia ci aveva impedito di visitare questo spettacolare tratto di costa, ma oggi il sole ci accompagna ancora, quindi subito dopo la colazione ci dirigiamo verso Ploumanac’h e il sentiero dei doganieri. C’è un parcheggio per camper molto ben segnalato, dal quale parte una piacevole passeggiata che porta direttamente sul sentiero. La passeggiata lungo la costa è semplicemente meravigliosa, percorribile senza alcun problema con bimbi piccoli ( meglio il marsupio del passeggino perché alcuni tratti sono poco agevoli ) che anzi si divertiranno molto a saltare sugli enormi massi rosa.

 

Raggiunto il faro lasciamo il papà libero di dedicarsi alle sue amate foto e noi lo aspettiamo giocando e ammirando il panorama. Dal faro abbandoniamo il sentiero dei doganieri e facciamo ritorno al camper attraversando il grazioso paesino. Per pranzo ci fermiamo a Trebeurden, alla Creperie des Isles, con immancabili ostriche, moules frites e cidre.  locale è molto bello, con una spaziosa terrazza fronte porto e un’ampia sala giochi per bimbi.

   

Lasciamo il ristorante alle 16 passate e andiamo a rilassarci un po’ nella lunghissima spiaggia di Saint-Michel-en-Grève.

Alcuni camperisti si stanno preparando per passare la notte nel parcheggio adiacente la spiaggia, scambiamo quattro chiacchere con loro ma poi decidiamo di non sostare lì e  cercare invece un’area di sosta o un campeggio. La scelta si rivelerà la migliore che potessimo fare: troviamo per caso il campeggio più bello di tutta la vacanza, il campeggio municipale di Plougasnou . Arriviamo che è quasi buio, ma capiamo subito che la location è spettacolare. Siamo esattamente su una punta, attorno a noi ci sono rocce e mare. Il campeggio è tranquillo e ci sistemiamo comodamente in una piazzola fronte mare.  Quello che ci troviamo davanti agli occhi al nostro risveglio supera qualsiasi aspettativa : c’è la bassa marea e il mare ha lasciato spazio ad una lunga lingua di spiaggia composta da sassi arrotondati neri e bianchi.

 

In lontananza le onde si infrangono sugli scogli e lo spettacolo è di quelli che non si dimenticano facilmente.

Il tempo di fare colazione e mettere Gabriele nel marsupio e ci incamminiamo lungo il sentiero che dal campeggio porta a fare il giro della punta, e quando torniamo al camper ci accoglie una piacevole sorpresa: una ragazza ci fa segno dalla sua tenda, facendoci capire che vorrebbe avvicinarsi a Lorenzo per regalargli una pallone gonfiabile. Accettiamo, ringraziamo e ci fermiamo a fare due chiacchere con questi due gentilissimi ragazzi inglesi in vacanza all’avventura con macchina e tenda.

Ringraziamo e ci fermiamo a fare due chiacchere con loro, poi, con il nostro nuovo compagno di viaggio, ripartiamo che è ormai quasi ora di pranzo. Facciamo un po’ di strada attraversando graziosi paesini, ma molti sono talmente piccoli che non hanno ristoranti o quelli che ci sono sono chiusi. Consulto allora il fedele tripadvisor, che ci porta in un bel ristorante ( La Maison de Kerdies, 5 rte de Perherel, 29630 Plougasnou )  in cui assaporiamo ottimi piatti tipici rielaborati in modo originale e raffinato, il tutto accanto ad una splendida vetrata con vista sulla baia sottostante

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Nel pomeriggio raggiungiamo il mio angolo preferito di Bretagna,ossia Point de Penhir. Mi ero segnata prima di partire una tappa poco distante dalla punta,  la spiaggia di Pen – Hat : dire che è un piccolo paradiso è comunque riduttivo, io sono stata completamente stregata da questo luogo da cui ci godiamo uno dei tramonti più belli di tutta la mia vita:

 

 

E’ ormai quasi buio quando raggiungiamo Pointe De Penhir, cielo sembra la tavolozza di un artista, Gianni scende quasi al volo dal camper per non perdere gli ultimi raggi del sole alle spalle della punta.

  

Viene buio velocemente e noi non abbiamo una meta per la notte, ci dirigiamo lungo la costa in cerca di campeggio e ci fermiamo nel primo che troviamo aperto, il Camping Le Grand Large, a Lambenez ( http://www.campinglegrandlarge.com/ ).

Ci svegliamo per la prima volta con il cielo coperto e Gianni è un po’ preoccupato, perché oggi la nostra meta è Point du Raz, il suo luogo del cuore, quello in cui si era ripromesso di tornare per immortalare il tramonto meraviglioso che si gode dalle sue scogliere. Mentre ci avviciniamo a Point Du Raz il cielo si fa sempre più grigio, il che sicuramente rende molto suggestiva la sosta alla Baia dei Trapasses, ma è evidente che anche per questa volta Gianni deve rinunciare al suo tramonto in mare.

 

Ci limitiamo quindi a vedere i fari di Pont du Raz da lontano, da questa bella spiaggia frequentata da surfisti anche in una giornata come oggi. Quando la marea ruba anche l’ultimo centimetro di sabbia ci spostiamo per cercare l’ultima sosta notturna in terra Bretone.
Salutiamo quindi la Bretagna con la promessa di tornare presto e portandoci nel cuore i ricordi di una bellissima vacanza.

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