La meraviglia della costa bretone dal Finistère a Cancale


– Viaggio dal 27 luglio al 15 agosto 2018 – 

 

27 LUGLIO

Partiamo dal rimessaggio attorno alle 15:30, un’ottimo orario dato che non troviamo traffico ed arriviamo con facilità al Traforo del Monte Bianco. La mezz’ora di attesa per accedere al traforo passa velocemente e pagate le € 58,80 per la corsa di sola andata oltrepassiamo la frontiera e siamo in Francia!!

Entrati in Francia abbandoniamo l’autostrada: per questo viaggio, avendo molto giorni a disposizione, abbiamo deciso di percorrere le strade statali che oltre ad essere molto belle hanno anche il vantaggio di esser gratuite contro gli alti costi delle autostrade. Certo è un viaggio più lento visto anche il nuovo limite di 80 km/h ma questa volta possiamo prendercela con calma 🙂
Verso le 21:15 raggiungiamo l’area di sosta di Nantua dove per fortuna, nonostante l’orario, troviamo un posticino per Gaspare. L’area è molto carina, proprio a ridosso del lago e con una piccola spiaggia poco distante ( se non ricordo male però con il divieto di balneazione ). Sulla nostra guida è indicata come a pagamento ma noi non troviamo nessuna possibilità di pagare e nemmeno la mattina dopo passa qualcuno a riscuotere…
Facciamo due passi per sgranchirci le gambe, ceniamo su Gaspare e poi tutti a riposo, domani si riparte!

 

28 LUGLIO

Ci rimettiamo in marcia con tutta calma attorno alle 10:30 passate accompagnati da una pioggia insistente che ci ha tenuto compagnia anche tutta la notte. La meta di oggi è Oradour sul Glane, un borgo a circa 200km da Bordeaux divenuto tristemente famoso per un terribile massacro perpetrato dai tedeschi ai danni della popolazione. Il 10 giugno 1944 642 persone, tra cui 205 bambini, sono stati barbaramente uccisi in questo paese pacifico, poi dato alle fiamme e distrutto. Il borgo è stato per scelta lasciato esattamente come lo abbandonarono i tedeschi e la nuova cittadina fu costruita poco lontano. La città dei martiri è stata conservata come museo all’aperto ad eterna memoria di quanto accaduto. 
Nel momento stesso in cui abbiamo scoperto la sua esistenza è stata inserita nel programma di viaggio.
Raggiungiamo Oradour sul Glane attorno alle 17:45, purtroppo non sappiamo che l’ultimo accesso al sito è alle 18:00 e arriviamo davanti all’entrata alle 18:09. Poco male, riserviamo la visita all’indomani mattina e intanto andiamo a prender posto nell’area di sosta poco distante ( circa 1 km dal memoriale ). L’area di sosta è molto carina, tranquilla, con molto verde, giochi per i bambini e tavolini da pic-nic di cui approfittiamo per la prima grigliata della vacanza. 

Dopo cena tutti a nanna, abbiamo fatto molti chilometri oggi e domani ci aspetta una giornata impegnativa, soprattutto dal punto di vista emotivo…


29 LUGLIO

Raccontare la visita del villaggio dei martiri non è assolutamente facile. Anche solo selezionare le foto mi riporta quella stretta allo stomaco che mi ha accompagnato da quando abbiamo varcato il cancello, lo stesso magone, la stessa immensa rabbia. 
Puntiamo la sveglia alle 9:00 e alle 10:00 ( tempo record per noi ) varchiamo la soglia di questo borgo surreale ma purtroppo agghiacciante nella sua cruda realtà.

Ci accoglie una targa con impressa un’unica parola in due lingue, inglese e francese: 

SOUVIENS – TOI / REMEMBER…. ricorda. Chi visita questo posto non può non farlo, ma il monito è ben più ampio e arriva diretto al cuore.
Difficile descrivere l’angoscia che si prova nel percorrere queste vie desolate dove ogni pietra urla il suo dolore, dove è perfettamente chiaro che un paese vivo e pacifico è stato teatro di uno dei crimini peggiori che l’uomo possa commettere.

Il silenzio è totale, nel rispetto del luogo nessuno parla e anche i bimbi che ovviamente per via dell’età non sono assolutamente consapevoli del posto in cui si trovano ( noi glielo abbiamo raccontato come “paese fantasma” ) non corrono, non gridano, non parlano nemmeno ad alta voce. Io sono fortemente convinta che alcuni luoghi sappiano comunicare e trasmettere emozioni e so per certo che i miei figli le hanno colte, in particolare Lorenzo…. ma ne parlerò dopo.
642 vittime, di cui 205 bambini. Lo so l’ho già scritto, ma il numero è così impresso nella mia memoria che non ho nemmeno bisogno di rileggere gli appunti. 205 bambini…
Passeggiamo per le strade deserte, lo stomaco è completamente chiuso. I dettagli della vita quotidiana, spenta per sempre dalla follia criminale dell’uomo, sono presenti ovunque.



Diverse targhe evidenziano il luogo in cui la popolazione è stata radunata e i luoghi delle esecuzioni.


Ovunque lo sguardo si giri c’è devastazione e morte.



 

Alle spalle di quella che fu la piazza in cui la popolazione fu radunata si apre un grande spiazzo che conduce al cimitero in cui anche le vittime del massacro hanno poi trovato pace, accanto a parenti e amici che si erano spenti prima di loro.

Ogni visitatore entra silenziosamente a rendere omaggio, ognuno a suo modo, ognuno col cuore in mano. E’ qui che mi sono resa perfettamente conto che questo posto abbia “parlato” ai miei bimbi, che abbia sussurrato qualcosa al loro orecchio, in particolare a Lorenzo: Babi aveva in mano un fiorellino giallo e siamo andati insieme a metterlo su una tomba, che ha scelto lui. Ho chiesto quindi a Lorenzo se volesse fare la stessa cosa e lui mi ha risposto ” mamma io l’ho già regalato alle bimbe ” e ha indicato le foto di una famiglia, due donne e 3 bimbe di 7, 5 e 1 anno, vittime del massacro. Lorenzo, 5 anni… da solo. Se devo essere sincera ho gli occhi lucidi anche mentre sto scrivendo, l’emozione di quel gesto non la dimenticherò mai.

Passiamo silenziosi, mano nella mano, accanto al monumento in memoria dei martiri scorrendo con lo sguardo nomi e foto ed inevitabilmente sono sempre quelle dei bambini che colpiscono di più. Tanti, troppi.
Usciamo dal cimitero e raggiungiamo la chiesa dove hanno trovato la morte le donne e i bambini. Conoscendo la storia si hanno i brividi anche solo a vederla da lontano.



Da qui torniamo sui nostri passi verso l’uscita, sono passate più di due ore da quando siamo entrati ma il tempo si è completamente fermato. Ci lasciamo alle spalle il villaggio consapevoli che questo posto ci sarebbe rimasto nel cuore per sempre e con la promessa che torneremo quando i bimbi saranno più grandi ed in grado di capirne la vera essenza. 

Risaliti su Gaspare ripartiamo alla volta della nostra amata Bretagna e ci dirigiamo verso l’area di sosta di Damgan che con i suoi 76 posti e il modico costo di € 9,50 per 24h ci sembra una meta abbastanza sicura dove trovare posto per la notte e la scelta di rivela perfetta! 
Entrando in paese troviamo un piccolo super U express proprio in centro, ci fermiamo per fare un po’ di scorte per Gaspare poi andiamo all’area di sosta che, automatizzata, indica 54 posti liberi. Decidiamo quindi di tornare in paese, accanto al super U avevamo addocchiato un bel ristorantino e dopo aver fatto quattro passi nel piccolo centro ci concediamo la prima cena bretone a base di ostriche, mules frites e del buon cidro! Benvenuti in Bretagna 🙂

In paese vige il divieto di sosta per i camper dalle 20:00 alle 8:00 ma sono tolleranti, noi ( e un altro camper accanto a noi ) rimaniamo al ristorante fino alle 20:45 senza nessun problema poi torniamo all’area di sosta sotto una bella pioggia. Sistemiamo tranquillamente Gaspare e passiamo una notte tranquillissima, felicissimi di esser arrivati qui.

30 LUGLIO

Ci svegliamo senza pioggia e con lo stesso rumore delle onde che ci ha cullato per tutta la notte. Il cielo è nuvoloso ma il sole fa capolino e dopo colazione attraversiamo la strada che ci separa dalla spiaggia e andiamo a salutare il mare.

La spiaggia è molto grande e i bimbi si divertono un mondo tra sabbia, conchiglie e contemplazione di chi pratica kite surf.

Quando riusciamo a convincerli a tornare su Gaspare ci rimettiamo in marcia verso i villaggi di Kerascoet e Kercanic, lungo la costa poco a sud di Pont Aven, poi però facciamo un cambio di programma: è ormai quasi ora di pranzo, perché non andare a Concarneau? Abbiamo dei bei ricordi di questa cittadina di quando ci siamo stati in moto nel 2010 e c’è un parcheggio gratuito ( di giorno, la sera è a pagamento ) per camper accanto alla stazione, poco distante dal centro, così raggiungiamo facilmente il parcheggio e ci dirigiamo a piedi verso la veille ville che dista circa una decina di minuti. Poco prima della porta di accesso della veille ville c’è una giostra carosello ( il primo dei tanti che incontreremo durante la vacanza per la gioia dei nostri bimbi ma non quella del nostro portafoglio 🙂 ) per cui sosta per qualche giro di giostra poi riusciamo a staccare i bimbi con la promessa che faremo i giri rimanenti al ritorno.


Concarneau è bella esattamente come la ricordavamo e anche in una giornata un po’ grigia come oggi ha comunque un gran fascino.

Essendo già quasi le 14:30 cerchiamo un posticino dove mangiare ed optiamo per il Le Penfret proprio sulla via principale. Il posto è veramente molto carino ed accogliente e mangiamo delle ottime ostriche e mules a la créme con le immancabili patatine fritte.

Soddisfatti riprendiamo il nostro giro, c’è molta gente ma non c’è caos ed è piacevole passeggiare tra viette e mura. Nel piccolo anfiteatro sotto le mura ci fermiamo a vedere lo spettacolo di un giovane artista che poi scopriamo essere italiano, quando arriviamo sta danzando con una piccola sfera di vetro ( inutile dire che i bambini erano stregati… ma anche noi grandi ) poi ha terminato lo spettacolo con una bellissima canzone.

Scambiamo quattro chiacchere con lui poi, percorrendo il giro di ronda, torniamo al carosello e poi da Gaspare. Nel giro di un paio d’ore ( il tempo della nostra visita ) la marea è salita tantissimo e ora l’acqua arriva fin sotto le mura.

Ci spostiamo verso la spiaggia di Beg Meil e troviamo un bel campeggio a Fouesnant, il Camping Kervastard ( € 22,20 compresa elettricità ), proprio in centro del grazioso paesino e a due passi dal mare. Sistemiamo Gaspare in un’ampia piazzola e ci dirigiamo subito verso la vicina spiaggia, par la gioia dei nostri piccoli viaggiatori.

A seguire una bella doccia calda, una buona cena sotto la veranda e poi qualche giro sulla giostra Carosello nella piazza proprio di fronte al campeggio. Chiudiamo la serata nella sala giochi del campeggio dove i bimbi scoprono macchinine, camion e una grossa casa sull’albero giocattolo su cui si divertono a far andare animaletti e omini di plastica. Finalmente alle 23:00 riusciamo ad andare a nanna…


31 LUGLIO

Oggi giornata di trambusto. Appena usciti dal campeggio Gaspare si spegne e non accenna a ripartire. Per fortuna non siamo in strada ma all’uscita di un parcheggio, dei gentili bretoni ci aiutano a rientrare nel parcheggio e dopo 3 ore di attesa e 2 carri attrezzi dopo ( che fanno la gioia di Lorenzo ) veniamo portati a Loctudy, all’officina Henz Croaz. Sono ormai le 17:30 e l’officina alle 18:00 chiude ma controllano comunque Gaspare scoprendo per fortuna che si tratta di una delle due batterie del motore ( scopriamo qui di averne due 😛 ) e che ne hanno in casa per poterla sostituire. Ci chiedono però di pazientare fino all’indomani mattina di modo da poter effettuare poi i controlli con calma, per noi non c’è problema anche perché sapendo che si tratta della batteria e che è quindi un problema risolvibile abbiamo tirato un enorme sospiro di sollievo, in più tutto sommato il posto non è nemmeno male, siamo in un ampio cortile tranquillo, su erba e sotto le piante. 

Nonostante tutto passiamo una bella serata tra aperitivo pic-nic sul prato, giochi e cena su Gaspare. Forza Gasparino ci attende ancora tanta strada!!!


1 AGOSTO

Cambio di batteria, anzi di 2 batterie e Gaspare è come nuovo! Siamo felicissimi, si riparte!
Facciamo un po’ di spesa per festeggiare al vicino Super U  poi via verso il faro di Eckmuhl che si trova solo a pochi chilometri. La giornata è bellissima e l’area del faro veramente spettacolare!
Parcheggiamo facilmente Gaspare nello sterrato accanto al faro ( il parcheggio è ben indicato )

e vista la bassa marea andiamo a passeggiare un po’ sugli scogli, con Lorenzo che si diverte come un matto a saltare da un masso all’altro.

 
 

Non saliamo sul faro perché c’è un po’ di coda ma facciamo il giro della punta scoprendo un panorama e degli scorci meravigliosi. I colori oggi sono uno splendore.


 

Vista la bella giornata decidiamo di dedicare il pomeriggio ai giochi da spiaggia e ci dirigiamo verso il vicino Camping de la Joie a Saint-Guenole che dista circa 1km dal faro, ma arriviamo in orario di chiusura della reception che riapre solo dopo un paio d’ore. Cambiamo quindi meta e puntiamo verso la Baia di Audierne e le sue spiagge ma visto che sono le 13:30 passate e che Gianni nota una bella creperie in paese ci fermiamo qui per pranzo. Il posto ( Le Trymen, ristorante e chambres d’hotes ) è molto carino ed accogliente e con nostra estrema soddisfazione propone anche piatti tipici come le mules frites!! Ottima poi la crépe al caramel au beurre salé fatto in casa, una delle più buone di tutta la vacanza. 
Soddisfatti dal pranzo proseguiamo verso la Baia di Audierne e raggiungiamo la spiaggia di Penhors, proviamo ad andare al campeggio proprio alle spalle della spiaggia ma è completo. Non ci facciamo scoraggiare e visto che lungo la spiaggia ci sono diversi parcheggi sistemiamo Gaspare e mentre ci prepariamo per il mare provo a fare una chiamata al Camping entre Pierres et mer di Point-Croix che conosciamo di fama e fortunatamente non hanno problemi di disponibilità per la notte. 
Passiamo quindi un paio d’ore in questa bellissima ed immensa spiaggia tra onde e giochi ( Lorenzo e il papà fanno proprio il bagno )

poi ci dirigiamo verso il campeggio. Il campeggio è bellissimo, con ampie piazzole e  servizi di ogni tipo a disposizione, zona barbecue, bar, servizio di pane e croissant su ordinazione, una bellissima piscina, giochi ad acqua per bambini, una lunga fila di gonfiabili eccezionali e un bel minigolf! In più è estremante tranquillo… un posto in cui vale la pena andare, anche solo per un giorno. 
Sistemiamo Gaspare nella nostra bella piazzola e dopo nemmeno 10 minuti siamo già in piscina 🙂

La piscina è stupenda, come d’altra parte tutto il resto del campeggio, inutile dire che abbiamo fatto fatica a convincere i bimbi ad uscire dall’acqua all’alba delle 20:00 passate…
Una bella doccia calda poi Gianni si mette alla griglia e ceniamo nel silenzio più completo e in compagnia di un bel tramonto. 

Il posto ci piace talmente tanto che decidiamo di fermarci qui anche un altro giorno… posti simili non capitano spesso, meglio approfittarne 🙂


2 AGOSTO

Iniziamo la giornata partendo dai gonfiabili ( prima che con il sole del pomeriggio diventino troppo caldi ) e davvero c’è solo l’imbarazzo della scelta: 


poi ovviamente la piscina la fa da padrona sia di mattina che di pomeriggio.

Io e Lorenzino non ci facciamo mancare niente e mentre Babi fa la nanna dopo pranzo ci concediamo una sfida al bellissimo minigolf dove Lorenzo batte a mani basse la mamma.

Dopo cena, su consiglio del simpatico proprietario, andiamo a scoprire Point-Croix che dista una decina di minuti a piedi. Non riusciamo ad assistere alle prove dello spettacolo di musica tradizionale perché quando arriviamo hanno già finito ma la cittadina è comunque molto graziosa e facciamo volentieri due passi.

  
 

Rientriamo in campeggio alle 22:00 passate, contenti di questa bella passeggiata e prontissimi a riprendere il viaggio domani mattina!


3 AGOSTO

Salutiamo il bel campeggio assolutamente soddisfatti dei giorni trascorsi qui e nel giro di mezz’oretta raggiungiamo uno dei luoghi più belli in assoluto della Bretagna: Pointe du Raz. Conosciamo bene questa punta, l’avevamo scoperta in moto nel lontano 2010 e ci siamo poi tornati nel nostro viaggio del 2015 anche se in quest’ultima occasione, causa brutto tempo, ci eravamo limitati ad osservarla dalla Baia dei Trepassés. Oggi invece è una giornata meravigliosa e Pointe du Raz è una meta che non si può perdere.


Parcheggiamo senza problemi nell’ampio parcheggio in cui c’è una zona dedicata esclusivamente ai camper, sono circa le 10:40 ed è semivuoto. Mentre Gianni e i bimbi curiosano nei vari negozietti all’ingresso io entro all’ufficio del turismo per chiedere informazioni sulla navetta che porta alla punta di cui avevo letto prima di partire. Mi consigliano vivamente utilizzarla solamente al ritorno e di percorrere all’andata la strada costiera fino alla punta, assicurandomi che anche con i bimbi è un percorso fattibile e che ne vale sicuramente la pena. Vista la giornata stupenda seguiamo volentieri il consiglio anche perché quando eravamo venuti qui nella precedente occasione, causa mancanza di tempo, avevamo percorso la strada centrale per raggiungere la punta, che è sicuramente più breve ma non offre alcun panorama, quindi cogliamo l’occasione per scoprire qualcosa di nuovo ed imbocchiamo il sentiero che parte a sinistra poco prima dell’Ufficio del Turismo. Capiamo immediatamente che il consiglio è stato ben più che prezioso: di fronte a noi si apre un panorama di quelli che tolgono il fiato.

La strada fino alla punta è semplicemente straordinaria, colori, profumi… tutto è meraviglioso, veramente un angolo di paradiso.

 

Raggiungiamo la punta in circa 30/40 minuti ( confermo che si tratta di un percorso assolutamente fattibile con i bambini  e anche per i passeggini non presenta problemi ) sentendoci praticamente in paradiso e poi eccolo li, di fronte a noi, in tutto il suo splendore: il faro di La Veille.


Rimaniamo a lungo a contemplare questo panorama grandioso mentre i bimbi giocano tranquilli e felici comodamente seduti sui massi della scogliera poi prendiamo la comoda navetta ( 1 € a tratta, solo per gli adulti ) che in pochi minuti ci riporta nell’area del parcheggio. E’ ora di pranzo e approfittiamo di uno dei ristorantini in loco, una graziosa creperie che ci aveva attirato per le insegne colorate e i bei tavolini all’aperto. 

Giro di souvenir e torniamo su Gaspare con due piccoli gabbiani di peluche ( con tanto di verso se gli schiacci il petto ) che diventano immediatamente i due nuovi amici inseparabili dei bimbi. 
Ci spostiamo solo di pochi chilometri e raggiungiamo la Pointe du Van. Anche qui il parcheggio è decisamente comodo ( e gratuito ) ed imbocchiamo subito il sentiero che parte direttamente dal parcheggio.

 

Percorriamo tutto il sentiero ad anello che fa il giro della punta regalando scorci davvero meravigliosi.

Le distese di erika qui sono spettacolari:

Riprendiamo Gaspare e ci dirigiamo verso la penisola di Crozon dove cerchiamo un campeggio per la notte ma in questa occasione non siamo fortunati: tutti i campeggi, anche quelli lontani dal mare, sono pieni. Giriamo più di due ore in cerca di una sistemazione poi, mentre puntiamo Cap de La Chevre per vedere se c’è la possibilità di pernottare in libera, passiamo per caso davanti all’area di sosta di Morgat che non avevamo preso in considerazione pensando che, essendo pieni i campeggi, figuriamoci l’area di sosta! Invece nell’area ci sono diversi posti liberi, increduli ci avviciniamo per entrare e pagare con la carta di credito e qui capiamo il motivo dei posti vuoti: vengono accettate solo carte di credito francesi, ce lo conferma anche l’operatore dell’assistenza che provo a chiamare in cerca di aiuto. A questo punto ci rimettiamo in strada verso Cap de la Chevre ma dopo poco la strada diventa davvero stretta e non sapendo bene come prosegue decidiamo di ritornare all’area di sosta e provare a chiedere a qualcuno se gentilmente può fare il biglietto al posto nostro, pagandolo ovviamente in contanti. Per le € 4,75 di costo dell’area confido di trovare qualche anima pia disponibile… ed è così. Quando arriviamo c’è un signore francese che sta facendo il biglietto di ingresso, con il mio francese arrangiato riesco a spiegarli la situazione e lui accetta di fare il biglietto anche per noi, finalmente ci fermiamo!! 

L’area di sosta si trova in una bellissima posizione, proprio accanto al centro della cittadina e a due passi dal mare. Il lungomare è pieno di bei ristorantini e visto che ormai sono le 19:00 e siamo tutti provati dalla ricerca del posto, soprattutto Gianni, decidiamo che ci meritiamo una bella cenetta fuori! Facciamo una passeggiata sulla bella spiaggia

poi Gianni, con il suo solito infallibile fiuto, punta un bel ristorante ( il La Grange de Toul Boss ) con un grande giardino recintato in cui ci sono diversi giochi per i bimbi. Giusto mentre arriviamo si libera un bel tavolino all’aperto, aspettava proprio noi! Questa sera mi do’ alla pazza gioia e mentre Gianni continua sulla strada di ostriche e mules frites io mi gusto con piacere un bell’assiette du pecheur, veramente ottimo!

Dopo cena premiamo anche la pazienza dei bimbi e terminiamo la serata, nemmeno a dirlo, con un po’ di giri sulla giostra carosello sul piccolo porto. 

 

4 AGOSTO

Ci svegliamo con il cielo coperto dalle nuvole ma non importa, oggi andremo al mio posto del cuore, Pointe de Pen Hir, ed io sono emozionatissima!!!! Dopo aver comprato due buone baguettes e qualche souvenir nel negozietto accanto all’area di sosta ci rimettiamo in marcia e alle 11:30 arriviamo al Memoriale della Battaglia dell’Atlantico, prima tappa della giornata.

Visitiamo con calma la linea dei bunker, Lorenzo è affascinato dalle casematte e il posto è veramente molto suggestivo.


I bunker sono in gran parte visitabili e fa sempre un certo effetto osservare la costa dalle feritoie provando a immaginare cosa abbiano passato qui i soldati tedeschi…

  

Mentre il papà si diletta con le foto noi scopriamo ogni angolo di questo luogo e iniziamo a contemplare la nostra meta pomeridiana: la spiaggia di Pen Hat.


Passeggiando con calma ritorniamo da Gaspare e in pochi minuti raggiungiamo la mia amata Pointe de Pen Hir… l’emozione è immensa e scendendo da Gaspare ho proprio le farfalle nello stomaco. 

Non c’è molta gente, il che ovviamente rende ancora più bello un luogo già di per sé unico, e ci fermiamo a lungo sulla scogliera ad assaporare la bellezza di quello che abbiamo attorno. Nonostante non ci sia il sole e ci sia anche un po’ di vento si sta davvero bene.

Pranziamo su Gaspare nel parcheggio della punta mentre il cielo nel giro di mezz’ora si apre completamente. Ci spostiamo alla vicina spiaggia di Pen-Hat di cui conserviamo un ricordo meraviglioso dal precedente viaggio, nel parcheggio della spiaggia c’è il divieto per i camper ma non essendoci altri parcheggi a disposizione e siccome il parcheggio è praticamente vuoto per questa volta facciamo uno strappo alla regola e ci fermiamo. Questa spiaggia non vogliamo perdercela e speriamo che per un paio d’ore siano clementi. Oltre a noi inoltre ci sono altri due camper già parcheggiati… confidiamo di non dare molto fastidio. Il tempo ora è veramente splendido, infiliamo i costumi, prendiamo gli asciugamani e tutto il nostro corredo di giochi da spiaggia e via!

Gianni e Lorenzo si concedono il secondo bagno della vacanza mentre Babi rimane sempre un po’ restio ad andare in acqua e preferisce rimanere a giocare sulla spiaggia.

Rimaniamo qui fino alle 17:30 passate, facciamo un po’ di spesa al Super U, ci fermiamo a fare due compere alla nostra Biscotteria di fiducia ( la Biscuiterie de Camaret ) da cui usciamo con gli  immancabili biscotti al caramello al burro salato e due casse di  ottimo cidro , poi tentiamo la fortuna alla vicina area di sosta di Camaret sur Mer ( € 6,00 senza elettricità, automatizzata per cui si paga all’ingresso tramite carta di credito ) e questa volta siamo fortunati! Nonostante mentre arriviamo un signore ci avvisi che l’area è completa il terminale permette l’accesso indicando quindi che ci sono ancora posti a disposizione così Gianni fa un giro di perlustrazione e, sebbene ci siano effettivamente alcuni camper che occupano due posti come purtroppo capita spesso, trova un bel posticino per Gaspare per cui entriamo e ci sistemiamo comodamente per la notte, cenando in compagnia di un bel tramonto.


5 AGOSTO

Salutiamo la bella area di sosta e le penisola di Crozon ,oggi si inizia la strada dei fari!!!! Superiamo Brest e raggiungiamo Plouzané attorno alle 13:00. Qui ci aspetta il primo faro e personalmente anche uno dei più belli tra quelli visti: il Petit Minou.

Dal parcheggio il faro si raggiunge comodamente tramite un bel sentiero costiero che offre un panorama incantevole. Anche oggi siamo fortunati, la giornata è splendida e il sole regala a questo luogo favoloso i colori migliori.

Il faro è letteralmente un gioiello, con il caratteristico ponte pedonale in pietra che lo collega alla terraferma, il bunker seminascosto ormai dalla vegetazione e il piccolo forte all’ingresso….in più per tutto il tempo della nostra visita siamo stati praticamente da soli, una favola davvero!

 

Lasciamo il papà tranquillo di immortalare questo splendido faro da ogni angolazione possibile e noi giochiamo a fare gli scalatori di “pareti rocciose” e i “pompieri guardiani del faro”

poi, un po’ a malincuore, ritorniamo da Gaspare e ci dirigiamo verso Plougonvelin dove ci attendono il Fort de Bertheaume  e il faro di Saint Mathieu. Non riusciamo purtroppo a visitare il Forte in quanto l’accesso all’area di sosta e al Forte stesso è chiuso a causa dei preparativi di un Festival che sarebbe iniziato dopo un paio di giorni, così proseguiamo e raggiungiamo il faro.

Già a vederlo dalla strada è davvero imponente. 
Il faro è situato in una posizione unica accanto alle rovine di un’antica abbazia ed è un luogo sicuramente molto suggestivo. Prima di visitarlo ci concediamo un buon pranzo in un parcheggio lungo la scogliera poco dopo il faro, con una vista eccezionale su faro e mare.

Dopo pranzo spostiamo Gaspare nel comodo parcheggio gratuito a pochi passi dal faro ( sosta camper consentita solo di giorno ) e andiamo alla scoperta del sito, dove il faro ci si rivela in tutta la sua bellezza.

Visto che non c’ è fila e i bimbi insistono facciamo subito i biglietti e dopo qualche minuto iniziamo la salita dei 163 gradini che ci conducono in cima al faro. La vista da qui lascia senza parole:

Si vedono nitidamente le coste dell’isola di Ouessant, Pointe de Pen Hir e tutta la costa ad est. Favoloso, davvero favoloso!
Una volta scesi completiamo il giro della punta e andiamo a scoprire le rovine dell’abbazia

 

e il Memoriale Nazionale dei marinai morti per la Francia, eretto nel 1927

poi ci concediamo una buona merenda a base di crepès au caramel au beuré saleè in una graziosa crepèrie di fronte al faro.
Riprendiamo Gaspare e in pochi chilometri raggiungiamo il campeggio Les Blancs Sablons a Le Conquet ( € 21,44 senza elettricità ) di fronte all’omonima spiaggia, dove troviamo una bella piazzola per la notte proprio accanto allo spazio giochi per i bimbi. Al di la della strada c’è la spiaggia ma Babi dorme e Lorenzo è un po’ stanco così mentre io e lui giochiamo a uno il papà si fa una bella doccia calda. Un po’ di relax ci vuole.

 

Ceniamo sul nostro bel tavolino baciato dal sole poi verso le 21:00 decidiamo che giacché siamo qui sarebbe un peccato non andare a vedere la spiaggia, così imbocchiamo il breve sentiero in mezzo alle dune e ci troviamo di fronte ad uno spettacolo meraviglioso: non solo la spiaggia è bellissima ma il sole sta tramontando in mare esattamente di fronte a noi!


 

Vediamo il lontananza anche il forte che non siamo riusciti a visitare… peccato perché deve essere davvero molto molto bello. Sarà per la prossima volta 🙂
Il tramonto chiude in bellezza una giornata già di per sé eccezionale e torniamo da Gaspare felici e contenti, girandoci di tanto in tanto per continuare ad osservare la meraviglia alle nostre spalle.


6 AGOSTO

La prima tappa della giornata è poco distante: il Musee Memoires 39/45 di Plougonvelin. A circa 500 mt dalla Pointe de Saint Mathieu il museo è ospitato in una delle più grandi casamatte tedesche strutturata su ben 5 piani, per la gioia di Gianni che è sempre estremamente interessato a visite di questo tipo. 
Parcheggiamo comodamente Gaspare nell’ampio parcheggio del memoriale ed iniziamo la visita.


Il museo è davvero molto bello e decisamente ben strutturato, si parte dal piano più basso e la visita è a “salire”: ogni piano è dedicato a diverse fasi della guerra e viene data grande attenzione alla vita quotidiana.


All’interno del memoriale c’è anche una stanza insonorizzata in cui viene ricreato un attacco aereo, è come se si fosse quindi all’interno di una casa durante un bombardamento. Sconsigliata ovviamente ai bambini, prova l’esperienza solamente Gianni e conferma che si tratta di una ricostruzione decisamente impressionante… pensare che ad oggi ci siano ancora guerre e bombardamenti lo è sicuramente ancora di più.
La visita a questo enorme bunker termina sulla sua sommità e da qui la vista spazia a 360°

Per tornare al parcheggio si cammina accanto alla parte esterna del bunker e dopo aver percorso tutti i suoi piani fa un certo effetto sapere di star camminando sopra di essi…

Ripreso Gaspare proseguiamo lungo la costa e ci fermiamo per pranzo a Lanildut, un piccolo paesino sull’Aber Ildut dove troviamo una piccola graziosa creperia, Le Gulf Stream.
Raggiungiamo poi uno dei luoghi più belli della strada dei fari, la Presqu’ile Saint-Laurent a Porspoder. Mi ero segnata questa tappa perché è il posto migliore da cui poter osservare il Phare du Four dalla terraferma ma sinceramente non mi aspettavo di scoprire un luogo così bello! Parcheggiamo Gaspare all’ingresso della Presqu’ile in un piccolo parcheggio in mezzo a due piccole ma belle spiagge a mezzaluna.

La Presqu’ile è uno spazio naturale protetto per cui è completamente pedonale, il silenzio è quasi assoluto, rotto solo dal simpatico stridio dei gabbiani. Imbocchiamo il percorso centrale che in pochi minuti ci porta ad ammirare un panorama stupendo: 


Oltre la meravigliosa spiaggia di sassi, oltre gli scogli erosi dal vento, in lontananza ma ben visibile, ecco il Phare du Four.

La natura selvaggia di questo luogo è davvero incantevole e rimaniamo a lungo qui tra immancabili foto ricordo e corse tra i sassi

Ci piacerebbe moltissimo esplorare tutta la Presqu’ile ma sono ormai le 16:00 e prima di cercare un posto per la notte abbiamo ancora una tappa in programma per cui salutiamo questo bellissimo angolo di Bretagna e ci rimettiamo in marcia verso il Phare de l’Ile Vierge. Purtoppo per distrazione ci perdiamo la Route Touristique, che dovrebbe essere un tratto di costa bellissimo poco dopo Porspoder, e quando me ne accorgo abbiamo già percorso 15 minuti di strada… decidiamo così di lasciarla per il prossimo viaggio, sarà un buon motivo per tornare 🙂
Arrivati a Kastell Ac’h i bimbi dormono e vista anche la poca possibilità di parcheggio ci fermiamo un attimo al lato della strada e io e Gianni scendiamo a turno per ammirare la bellezza del faro.

  

Cerchiamo una sistemazione per la notte e proviamo al vicino Camping du Phare de l’Ile Vierge che troviamo però chiuso, con alcuni camper parcheggiati all’esterno come fosse un’area di sosta. Due signori gentili ci si avvicinano dicendo che il proprietario è in giro e dovrebbe arrivare… però sinceramente a noi il posto non fa una bella impressione e preferiamo andare altrove. Raggiungiamo il Camping de la Greve Blanche ( € 25,10 compresa elettricità e 4 gettoni per la doccia ) poco distante e dopo un po’ di peripezie per la sistemazione del camper ( all’inizio non capiamo che dobbiamo andare noi a piedi a scegliere qualche piazzola vuota riportando il numero della piazzola alla reception di modo che controllino se siano libere o occupate ) sistemiamo Gaspare in una bella piazzola sull’erba

poi, anche se è un po’ tardi, non possiamo lasciarci sfuggire l’accesso diretto alla spiaggia così infiliamo i costumi, prendiamo qualche gioco e via!

Lasciamo la spiaggia alle 20:00 passate, facciamo una bella doccia calda poi ceniamo osservando il tramonto. Quando si fa buio, prima di andare a nanna, rimaniamo per un po’ ad osservare in lontananza il fascio di luce del faro del l’Ile Vierge…davvero molto suggestivo!


7 AGOSTO

Ci svegliamo un po’ tardi e attorno alle 12:00, dopo una veloce sosta a Kerlouan dove finalmente riusciamo ad acquistare l’adesivo con la “donnina bretone” che tanto abbiamo cercato, raggiungiamo il Faro di Pontusval. Lasciamo Gaspare in un piccolo parcheggio gratuito proprio accanto alla spiaggia dove probabilmente si può anche pernottare ( ci saranno si e no 4 posti ma è molto carino e a due passi dal faro ) e prima di raggiungere il faro ci dedichiamo alla ricerca di bellissime conchiglie colorate lungo la spiaggia. 


Il posto è davvero incantevole, tranquillo e nonostante il cielo grigio il panorama è davvero bello.

Ai piedi del faro ci sono delle bellissime rocce scure che diventano immediatamente il gioco preferito dei bimbi.

  

Il faro non è visitabile ma ci avviciniamo più che possiamo scoprendo alle sue spalle un’altra incantevole insenatura:

Ci spostiamo poi al vicino villaggio di Meneham trovando un posticino per Gaspare nel parcheggio gratuito proprio di fronte al sito. Nel villaggio c’è anche un ristorantino ma quando arriviamo è pieno così decidiamo di gironzolare un po’ alla scoperta del villaggio e pranzare più tardi. Il villaggio è molto caratteristico ed è perfettamente conservato, risulta quindi davvero piacevole visitarlo e scoprire l’interno di case e capanne.


 

Pranziamo poi nel ristorante anche se siamo un po’ sfortunati: vista l’ora servono solo gallettes e crepes il che può anche essere comprensibile anche se sarebbe stato carino se ci avessero avvisati prima…. meno comprensibile la lunga attesa visto che ormai il locale é quasi vuoto. Ci mettiamo più di un’ora per pranzare, menomale che senza dubbio la location è molto bella 🙂
Dopo questo lungo pranzo riprendiamo Gaspare ma solo per poche centinaia di metri, fino all’area di sosta di Kerlouan  ( € 11,50 compresa l’elettricità ) tranquilla, bel segnalata, automatizzata, comodissima sia per la lavanderia ( che sfrutto subito con grande piacere ) e l’accesso diretto alla spiaggia.

Sistemiamo comodamente Gaspare e dopo la nanna di Babi e un giro di lavatrice/asciugatrice andiamo a scoprire la bellissima spiaggia. Il grigio del cielo non turba minimamente la bellezza del posto e le dune di sabbia fine diventano subito teatro di giochi e “rotolate”.

Passiamo qui il resto del pomeriggio e ceniamo poi tranquillamente su Gaspare, nella quiete più assoluta.


8 AGOSTO

Ci svegliamo con il cielo quasi sereno e dopo aver fatto una sosta a Kerlouan per le baguettes di rito ci dirigiamo verso le Dune di Keremma. Facciamo un po’ fatica a trovarle in quanto le indicazioni sono presenti solo da un lato della strada, ovviamente quello opposto rispetto al nostro, parcheggiamo con facilità Gaspare nell’ampio parcheggio dietro le dune e con il sole che ormai splende nel cielo azzurro oltrepassiamo le dune.

 

C’è la bassa marea e il mare è a circa 1km da noi ma il posto è comunque molto bello e più spiaggia c’è più i bimbi sono felici 🙂

Visto il bel tempo decidiamo di saltare qualche spiaggia ( ad esempio la spiaggia Des Amiets a Cleder ) per dedicare la giornata a Roscoff. La scelta si rivela ottima, Roscoff è senza dubbio un piccolo gioiello e merita di esser visitata, a noi è piaciuta tantissimo! Ma andiamo per ordine…
Dopo aver tentato senza successo di trovare un posticino nel parcheggio dietro la stazione ( oggi è giorno di mercato, impossibile trovare posto lì ) lasciamo Gaspare all’esterno di un parcheggio con sbarra a 2,10 mt proprio sotto la Cappella di Santa Barbara, vicino ad una delle tante fermate del ROSKO BUS, un comodissimo servizio di navetta gratuita che collega vari parcheggi cittadini con il centro città. Per prima cosa saliamo alla cappella di Santa Barbara che ci offre una vista spettacolare su Roscoff.

Arrivati poi alla fermata del bus scopriamo che la prossima navetta sarebbe passata dopo 40 minuti ( solitamente la navetta passa circa ogni 15 minuti ma in alcuni orari tipo quello di pranzo le corse sono più dilazionate ) ma niente di male, il centro non è molto distante e la passeggiata lungo mare sembra esser molto bella per cui ci incamminiamo. In 15/20 minuti a passo lento raggiungiamo comodamente il centro e la passeggiata offre scorci che meritano davvero di percorrerla.

Pranziamo alla Creperie de la Poste, un grazioso locale che espone a buona ragione diversi riconoscimenti della guida Routard. Nonostante siano le 14:00 il locale è pieno ma siamo fortunati, appena entriamo si libera un bel tavolo rotondo proprio alla sinistra dell’ingresso e ci fanno subito accomodare. Oltre a moltissime gallettes e crepes il ristorante offre anche le mules frites per cui non ce le facciamo scappare!

Buonissime anche le gallettes dei bimbi e le crepes dolci, insomma un pranzo ottimo davvero.
Dopo pranzo ci dirigiamo verso il carosello che i bimbi avevano già puntato passeggiando ma sulla strada per il carosello c’è anche la fermata del Petit Train de Roscoff…possiamo farcelo mancare? E allora due giri veloci di carosello poi tutti a bordo!

Il trenino fa un bel giro per Roscoff offrendo un’audioguida in moltissime lingue e Lorenzo si diverte ad ascoltarla un po’ in italiano e un po’ in bretone mentre Babi dopo circa 15 minuti di tragitto si addormenta beato tra le braccia della mamma. Il giro dura circa 45/50 minuti e costa € 6,00 per gli adulti e € 4,00 per i bimbi al di sotto dei 12 anni, se avete dei bimbi lo consiglio, è molto carino. Durante il percorso si passa anche davanti all’area di sosta di Roscoff ( collegata al centro grazie al Rosko Bus ) e già che ci siamo buttiamo un’occhio… non si sa mai 🙂
Terminato il giro scendiamo dal trenino, andiamo a finire i nostri giri sul carosello e Babi si sveglia “magicamente” esattamente nel momento in cui arriviamo alla giostra. Facciamo poi due passi tra i negozietti della via centrale, qualche immancabile acquisto nel bel negozio del l‘aize Breizh poi prendiamo il Rosko Bus che ci riporta da Gaspare. 
Per la notte ci spostiamo a Saint Pol de Leon, la bella area di sosta è purtroppo ormai completa quando arriviamo così andiamo al grande parcheggio sterrato accanto al super U, proprio accanto al centro, dove è consentita la sosta notturna. Siamo talmente vicini al centro che dai finestrini di Gaspare vediamo la cattedrale così decidiamo di fare due passi alla scoperta di questa caratteristica cittadina e trovare un bel posto dove mangiare. 

Saint Pol de Leon è molto carina ma i pochi ristoranti sono pieni, non riusciamo a trovare nemmeno una creperie che abbia posto. Memori di un bel ristorantino visto accanto all’area di sosta prendiamo Gaspare e tentiamo la fortuna…ma niente, pieno anche li. Torniamo quindi nel nostro parcheggio e ceniamo su Gaspare, il bello del camper è anche questo, c’è sempre il lieto fine per la cena 🙂


9 AGOSTO

Dopo una notte tranquilla e una buona colazione sfruttiamo il vicino super U per fare un po’ di spesa poi ci mettiamo in marcia verso la costa di granito rosa. Lungo la strada per l’Ile Renote leggo per caso il racconto del nostro precedente viaggio per una curiosità sul paese in cui ci eravamo fermati per percorrere il sentiero dei doganieri e mi imbatto nel fantastico ristorante con terrazza fronte mare in cui eravamo andati. Si trova a Trebeurden ed è proprio di strada!! Lo impostiamo sul navigatore, parcheggiamo Gaspare nell’ampio parcheggio accanto al porto ( ci sarebbe il divieto per i camper ma è praticamente vuoto e non ci sono altre possibilità nelle vicinanze, speriamo siamo tolleranti per un paio d’ore e così è stato ) ed eccoci lì, 3 anni dopo, seduti nella stessa terrazza a gustarci ottime ostriche e mules frites! Bello, molto molto bello!

Dopo pranzo proviamo a raggiungere l’Ile Renote ma il grosso parcheggio è occupato dal circo per cui troviamo molto caos e nessuna possibilità di sosta. Lasciamo quindi Tregastel e andiamo diretti a Perros Guirec, in particolare al suo Port Miniature scoperto ancora una volta grazie ai preziosi diari di Manuela Fabbro sul suo bellissimo sito. Si tratta di un piccolo porto ricavato alle spalle del porto naturale in cui c’è la possibilità di navigare con dei piccoli battelli elettrici adatti anche ai bambini. Lorenzo e Babi sono al 7° cielo e infilati i piccoli giubbotti di salvataggio saliamo tutti a bordo di queste piccole bellissime imbarcazioni curate nei minimi dettagli. Il giro dura circa 15 minuti, se avete dei bimbi è sicuramente una tappa da mettere in programma!


Tornati a terra non possiamo fare a meno di dirigerci verso il lato opposto del porticciolo dove c’è una bellissima area giochi chiamata ” Ile aux Pirates ” che comprende gonfiabili per bimbi grandi e piccini, trampolini elastici stile “bungee jumping”, un percorso avventura ( dai 6 anni ), un bar e una bancarella di giochi. Questo pomeriggio lo dedichiamo tutto a Babi e Lorenzo, se lo sono proprio meritato! In più ogni singola attrazione avrebbe un tempo limite di permanenza ma vista anche la poca affluenza sono molto tolleranti e lasciano giocare i bimbi a lungo, sia dai trampolini che dai gonfiabili escono autonomamente senza bisogno di esser chiamati! In particolare la ragazza dei gonfiabili prende a cuore i due bimbi italiani e non li fa mai uscire 🙂


Salutiamo questo bellissimo posto verso le 18:30 e ci dirigiamo verso l’area di sosta di Trevou-Treguignec ( € 9,00 per 24 h, l’ingresso è in una via un po’ nascosta ma l’area è comunque bel segnalata da cartelli lungo la strada principale ) una bella area di sosta a due passi dal mare ed esattamente accanto al Camping Le Mat che conosciamo di fama e sappiamo esser completo. 

Sistemiamo Gaspare nell’area di sosta poi sbirciando dal vivo nel campeggio e trovandolo davvero bello facciamo un tentativo: i proprietari sono italiani, non devo barcamenarmi con il francese… provo a chiamare, magari per domani si è liberato un posticino! Con estrema gentilezza e disponibilità Laura, la proprietaria, ci trova una sistemazione per l’indomani! Una giornata di riposo ce la meritiamo tutti 🙂
Ceniamo su Gaspare, facciamo amicizia con una famiglia di spagnoli con due bimbi che arriva poco dopo di noi e passiamo una serata tranquilla in questa bella area di sosta silenziosa.

10 AGOSTO

Oggi giorno di completo relax! Dopo colazione andiamo al campeggio a conoscere Laura, una persona davvero squisita ( così come il marito ) che nonostante il via vai di persone alla reception si ferma volentieri a chiaccherare con noi e ci comunica che la nostra piazzola sarà disponibile dalle 14:00 ma per sicurezza ci chiama non appena pronta. Noi intanto andiamo a fare una bella passeggiata in spiaggia giocando tra sabbia e rocce

poi pranziamo a base di ottime mules frites e gallettes al Breizh Ilien, un grazioso ristorantino vista mare proprio lungo la strada principale.


Dopo pranzo andiamo a prendere Gaspare e lo spostiamo nella bella piazzola del campeggio di fronte alla piscina e proprio accanto all’ingresso del parco giochi per i bimbi.

Impossibile cercare di convincere i bimbi ad andare a giocare un po’ in spiaggia prima di andare in piscina, la piscina è troppo allettante così ci infiliamo i costumi ed andiamo.

La scelta si rivela fortunata, dopo circa una mezz’ora si scatena un bel temporale ma noi siamo belli al caldo e al coperto 🙂 
Dopo la piscina ci concediamo una bella doccia calda e un po’ di riposo sui divanetti dello snack bar mentre il cielo pian pianino si apre, così riusciamo anche a giocare un po’ sui giochi e sul gonfiabile. 

Per cena approfittiamo del ristorante/snack bar del campeggio, le mie mules frites sono semplicemente deliziose ( grazie di cuore allo chef Stefano ) e anche l’hamburger di Gianni è ottimo. Molto buona anche la pizza dei bimbi anche se Babi non fa in tempo ad assaggiarla dato che, cotto dalla giornata, dopo nemmeno 10 minuti da quando ci siamo seduti a tavola si addormenta con la testa sulle gambe della mamma 🙂


Tutto in questo campeggio si è rivelato all’altezza delle aspettative e andiamo a dormire felici della giornata trascorsa e della grande ospitalità ricevuta.


11 AGOSTO

Ci svegliamo con un cielo grigio e le nuvole basse ma purtroppo ce lo aspettavamo. Le previsioni per oggi  e soprattutto domani non danno scampo così seppure a malincuore decidiamo di saltare la visita all’Ile de Brehat perché visitarla sotto la pioggia non avrebbe molto senso. Facciamo quindi un cambio di programma, la magia del camper è anche questa 🙂
Salutato il camping Le Mat dopo aver fatto ancora quattro piacevoli chiacchere con Laura e Stefano ( che gentilissimi regalano anche due freesbee a Babi e Lorenzo facendo davvero due bimbi super felici ) ci dirigiamo verso uno dei luoghi simbolo della Bretagna: Castel Meur e il sito di Le Gouffre. Giacché è di strada andiamo a vedere il bel moulin a maree di Bugueles che nonostante la bassa marea è sicuramente molto suggestivo. C’è un piccolo parcheggio per camper poco prima del molo con un paio di tavolini da pic-nic, il pernottamento è vietato.

Ci rimettiamo in marcia verso la “casa nella roccia” ma poco prima del sito corretto siamo ingannati da un cartello con un dipinto che raffigura una casa sulla scogliera che sembra Castel Meur. Accanto c’è un ampio parcheggio per cui pensiamo sia il sito corretto, parcheggiamo anche noi accanto ad altri camper ma arrivati in spiaggia capiamo subito che non siamo nel posto giusto 🙂 Ci sono un paio di case accanto ad una roccia e ad una bellissima scogliera ma non è quello che cerchiamo. Il posto è comunque bello e vale la pena fermarsi un po’, anche perché la spiaggia di sassi incanta i bimbi che come al solito si divertono moltissimo in questi ambienti.

Riprendiamo poi Gaspare e dopo pochi km raggiungiamo la meta giusta.

Lasciamo Gaspare nel parcheggio gratuito e imbocchiamo il sentiero che ci conduce alla famosa casetta. 

Il sito è veramente bello, la casetta sembra uscita da una favola così’ incastonata alla perfezione tre due grossi massi di granito! Alla sua sinistra si apre poi una scogliera meravigliosa, sia noi che i bimbi ne rimaniamo incantati:

Riprendiamo Gaspare e facciamo tappa a La Roche Derrien sperando di trovare un posticino dove mangiare ma è effettivamente tardi e anche l’unica creperia nel piccolo centro sta chiudendo. Facciamo quindi due passi in questo piccolo borgo poi ci accontentiamo di pranzare su Gaspare nel tranquillo parcheggio accanto all’area di sosta

Dopo pranzo ci dirigiamo verso il Sillon du Talbert che da piano B della vacanza ( era tra le mete in forse, se fossimo andati a Brehat l’avremmo saltato ) si trasforma in una scoperta eccezionale e sicuramente uno dei luoghi più caratteristici visitati. Parcheggiamo Gaspare nel parcheggio per camper ben segnalato e già avvicinandoci al sito è ben visibile la lunga lingua di sabbia lunga circa 3km che si “tuffa”nel mare. Se già da lontano è bellissimo da vicino è semplicemente incantevole; la bellezza della natura ancora una volta si rivela in tutto il suo splendore. 
Imbocchiamo il sentiero principale e pur percorrendone solo un breve pezzo per ragioni di tempo e di mal di schiena di Gianni ne rimaniamo stregati: un ambiente naturale unico, incredibile, grandioso.

Sabbia finissima e mare punteggiato di scogli, dovunque lo sguardo si posi è uno spettacolo meraviglioso.



Mentre i bimbi giocano la marea sale a un ritmo vertiginoso tanto che nel giro di circa 15 minuti il mare ricopre completamente lo spazio tra loro e le rocce che prima avevano raggiunto correndo.

Concludiamo la visita di questa meraviglia della natura nel modo migliore possibile ossia con un buon gelato per i due piccoli esploratori e una degustazione di ostriche per la mamma e il papà, comodamente seduti ai tavoli all’aperto del bar sulla strada di accesso al sito e con un panorama incantevole davanti ai nostri occhi.

Sazi e felici ci mettiamo alla ricerca di una sistemazione per la notte. Il vicino campeggio è pieno così come la piccola ma bellissima area di sosta di Port Beni così puntiamo il Camping Municipal a Lezardieux ( € 19,60 compresa elettricità ). Appena imbocchiamo la via di accesso al campeggio sia io che Gianni abbiamo un’illuminazione: siamo già stati qui!!! E’ il campeggio dove nel viaggio del 2015 eravamo arrivati dopo la chiusura della reception ed avevo chiamato per capire se potessimo entrare, stupendomi io stessa del mio francese 🙂  Sinceramente non ce lo ricordavamo più ma il destino ci ha riportati qui!
Anche in questa occasione siamo fortunati, sistemiamo Gaspare nell’area a sinistra dell’ingresso ( quella verso il mare ) e mentre i bimbi si divertono a giocare nelle piazzole vuote Gianni prepara un’ottima cenetta che gustiamo su Gaspare mentre fuori un po’ fuori e un po’ no….giusto per prepararci alla pioggia che ci aspetta domani 🙂

12 AGOSTO

Come da previsioni oggi piove e anche parecchio ma non ci scoraggiamo, anzi andiamo a fare una scorpacciata di ostriche alla Ferme Marine Paimolaise. Mi ero segnata questo posto prima di partire e vi assicuro che se amate le ostriche non potete perdervelo: in una bellissima posizione sulla Pointe de Kerarzic questa piccola azienda di produttori di ostriche ( ma non solo, troverete anche degli ottimi paté di mare ) offre un favoloso bar à Huitres fronte mare che si è rivelato bellissimo anche oggi con la pioggia, figuriamoci col bel tempo! 


Ci sediamo nei bei tavoloni al coperto e degustiamo delle ostriche deliziose accompagnate da un buon bicchiere di vino bianco ( € 9,50 la degustazione di ostriche o paté di mare + bicchiere di vino, € 7,00 senza vino ) e ci lasciamo tentare anche dal paté di mare… vuoi non assaggiare tutto? 


Da segnalare anche la gentilezza e la simpatia della ragazza che ci ha servito che si è improvvisata anche in una conversazione un po’ in spagnolo e un po’ in italiano 🙂
Riprendiamo poi Gaspare e ci mettiamo in marcia verso Cap Frehel. Lungo la strada ci imbattiamo in un ampio piazzale con una immensa Biscuiterie du Goelo ed accanto una boulangerie/patisserie con tavolini e opzioni per il pranzo… vista l’ora è una sosta perfetta!!! Pranziamo con dei buoni tranci di pizza ( i bimbi e Gianni si concedono anche delle appetitose donuts come dolce ) poi shopping alla Biscotteria.



Verso le 16:30 raggiungiamo il bel Camping du Pont de l’Etang ( € 17,75 compresa elettricità ) un campeggio enorme sotto una favolosa pineta con accesso diretto alla Plage de Pleherel. Il terreno non è pianeggiante e le piazzole non sono delimitate ma il posto è talmente grande ( 900 posti per camper/roulotte ) che una sistemazione si trova sempre. Noi troviamo un bel posticino abbastanza in piano e vicino sia ad un blocco di sanitari che al “centro” del campeggio con lavanderia, ristorantino/snack bar e giochi per i bimbi, così mentre il papà e i bimbi guardano tranquilli la gara della moto GP io approfitto della lavanderia.

Terminata la gara e il giro di asciugatrice ci infiliamo i costumi e andiamo a scoprire la spiaggia al di la delle dune. Il cielo è grigio ma non piove e questa spiaggia è troppo bella per non andarci a giocare!

Lorenzo si precipita a giocare con le onde mentre Babi inizialmente sta in disparte sulla spiaggia, un po’ intimorito dal mare, ma poi si fa coraggio e scopre che le onde sono delle ottime compagne di gioco! Da qui in poi Babi si lascia alle spalle la paura delle onde 🙂


Giochiamo un bel po’ con i freesbee che ci avevano regalato Laura e Stefano del Camping Le Mat poi a malincuore salutiamo questa bellissima spiaggia, ci facciamo una bella doccia calda e all’aba delle 21:00 passate ceniamo comodamente su Gaspare. 


13 AGOSTO

Ci svegliamo con il cielo azzurro ed un bel sole, giornata perfetta per la nostra prima tappa, Cap Frehel, anche questo un nostro grande amore. Dal campeggio al capo la strada è davvero poca e già a vedere il faro in lontananza dal finestrino di Gaspare l’emozione è tanta… da vicino lo è ancora di più!

 

Arriviamo al parcheggio attorno alle 10:45 e troviamo senza problemi un posticino per Gaspare. Arrivati sotto il faro i bimbi non hanno dubbi, vogliono salire! E allora via sui 145 scalini che ci conducono alla cima e ad una vista meravigliosa.

Facciamo poi il giro della punta lasciandoci incantare da questa scogliera meravigliosa e questo imponente faro, c’è un po’ di vento ma si sta benissimo, il sole è caldo e i colori sono magnifici, si passeggia quindi volentieri lungo la costa ed i bimbi si divertono un mondo come al solito tra rocce e sassi che si trasformano in innumerevoli piste per macchinine. 


 

Ripartiamo che è ora di pranzo e sia io che Gianni abbiamo perfettamente in mente la bella terrazza davanti a Fort la Latte su cui avevamo pranzato nello scorso viaggio così, nonostante Fort la Latte non sia una visita in programma, facciamo una piccola deviazione e dopo aver parcheggiato Gaspare nell’ampio parcheggio sterrato proprio sotto la terrazza del ristorante eccoci nuovamente al  “La petit Galet” a gustarci ostriche, mules frites gallettes,  crepes e ottimo cidro nella terrazza al sole! Se vi trovate a visitare Fort la Latte tenete in considerazione questo ottimo ristorante a km0, non ve ne pentirete.


Dopo pranzo raggiungiamo Cancale, sicuramente una delle mete più attese del nostro viaggio. La conosciamo bene ed è per questo che non vediamo l’ora di sederci sui muretti del porto con due bei vassoi di ostriche!! 
Arriviamo all’area di sosta ( € 20,00 x 2 gg ) alle 16:30 trovando quindi molti posti a disposizione ( nella stagione estiva vi consiglio di non arrivare troppo tardi, attorno alle 18:30 si riempie… purtroppo complice anche la maleducazione di alcuni camperisti che con il loro mezzo occupano due posti… ne abbiamo visti alcuni occuparne addirittura 3 con un mezzo poco più lungo del nostro! ), sistemiamo Gaspare in un bel posticino tranquillo e scendiamo subito in paese.

Cancale è bella esattamente come la ricordavamo e anche qui l’emozione per esser tornati è palpabile 🙂
Passeggiamo lungo mare fino alle bancarelle di ostriche in fondo al molo incontrando sulla strada la nostra amica giostra che ci aveva già visto protagonisti di diversi giri 3 anni fa. Allora c’era solo un bimbo che si divertiva su macchinine e aeroplanini, ora sono in due a divertirsi come matti a girare in tondo 🙂


Lasciamo la metà dei biglietti per domani,  raggiungiamo finalmente le bancarelle di ostriche e ci sediamo a gustarle sui muretti, con i bimbi che non aspettano altro che prendere le conchiglie vuote e buttarle sotto!


Tra l’altro oggi c’è la bassa marea e scopriamo per la prima volta l’enorme distesa di allevamenti di ostriche di fronte a noi dato che avevamo sempre visto il porto con l’alta marea e quindi con il mare che ricopre tutto. Lorenzo e Babi sono affascinati dai trattori che si muovono lungo la spiaggia e riusciamo a convincerli a riprendere la strada verso Gaspare solo quando i trattori iniziano ad abbandonare la spiaggia per l’arrivo della marea.


 Prima di tornare su Gaspare saliamo la ripida strada che ci porta nel centro di Cancale e prendiamo un paio di baguettes per la sera nella boulangerie sulla piazza della chiesa scoprendo così un altro angolo di Cancale che non conoscevamo.

Ceniamo su Gaspare e passiamo una serata tranquilla. 


14 AGOSTO

Oggi ci concediamo una giornata di totale relax e ci godiamo Cancale in tutto il suo splendore in una meravigliosa giornata di sole. 
Dopo una buona colazione su Gaspare scendiamo in paese attorno alle 11:30 giusto in tempo per qualche giro in giostra e un bel piatto di ostriche come aperitivo.


Cerchiamo poi un bel ristorantino dove pranzare e la scelta cade sul A Countre courantche avevamo già addocchiato ieri ritornando verso Gaspare sia per i bei piatti ai tavoli che per l’afflusso di persone. Anche oggi infatti il locale è pieno ma provo comunque a chiedere i tempi di attesa e mi dicono che si tratta di una mezz’oretta in più si può lasciare il numero di cellulare e ti chiamano loro quando il tavolo è pronto di modo da non dover attendere lì. Per noi è perfetto e in attesa del pranzo i bimbi e il papà vanno a fare una bella passeggiata sul molo vicino al ristorante mentre io mi beo del panorama comodamente seduta su una panchina sul lungomare. 


Il pranzo è veramente squisito,il pesce freschissimo, il cidro ottimo e anche il servizio è notevole dato che, nonostante il ristorante sia davvero pienissimo, tutto il personale è gentilissimo ed hanno anche una grande attenzione per i bimbi. Noi pranziamo nella parte esterna del ristorante ma anche l’interno è molto carino ed accogliente.

Terminato il pranzo andiamo nuovamente dalla nostra amica giostra, accanto alla quale c’è la partenza del Petit Train che già avevamo visto ieri… possiamo farci mancare questo trenino? Ovviamente no quindi biglietti alla mano saliamo su questo bel mezzo che ci porta a scoprire Cancale regalandoci anche una bellissima vista dall’alto.

Ritornati al punto di partenza altro giro di ostriche alle bancarelle per mamma e papà poi pian pianino e con qualche gioco lungo la strada torniamo da Gaspare decisamente felici per la bellissima giornata trascorsa.

 


15 AGOSTO

Oggi salutiamo la Bretagna, questa terra meravigliosa che ancora una volta ci ha scaldato il cuore e ci ha fatto innamorare perdutamente, stregandoci sotto ogni aspetto. 
Ma il nostro viaggio non si conclude qui, oggi iniziamo un nuovo percorso in Normandia tra la Penisola del Cotentin e le spiagge dello sbarco, ma di questo vi parlerò in un altro racconto.

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