Ritorno in Normandia: penisola del Cotentin e le spiagge dello sbarco

– viaggio dal 15 al 21 agosto 2018-


15 AGOSTO

Dopo aver salutato Cancale e la meravigliosa Bretagna entriamo in Normandia con un cielo grigio ma senza pioggia. Ci dirigiamo a nord lungo la selvaggia penisola del Cotentin e raggiungiamo Gouville sur mer verso le 14:30. L’area sosta del paese è ben segnalata, la raggiungiamo con facilità e sistemiamo Gaspare in una bella piazzola fronte oceano.

L’area di sosta ( 7 € a notte compreso allaccio elettrico se libero e 10 minuti di carico acque che partono dal momento in cui si paga la tariffa ) ha davvero un panorama eccezionale e nonostante sia a lato di una strada è tranquillissima dato che il traffico lungo mare è praticamente inesistente. 

Non avendo ancora pranzato addocchiamo uno snack bar proprio all’ingresso della spiaggia a pochi passi da Gaspare ed andiamo a vedere cosa propone; non solo ha hamburger, patatine e pizze ma ci sono anche le mules frites!! Fa proprio per noi così pranziamo tranquilli su un bel tavolo in legno fronte spiaggia poi con tutta calma torniamo su Gaspare, recuperiamo costumi e giochi da spiaggia e nonostante le nuvole grigie sopra di noi passiamo un bellissimo pomeriggio tra castelli di sabbia, aeroplanini e corse dietro alla palla 🙂

 

Verso le 19:15 riesco a convincere i miei uomini ad accompagnarmi a vedere le casette sulle dune dall’altro lato della spiaggia, un posto davvero molto caratteristico che conquista da subito anche i bimbi che si divertono come matti a correre tra sulle dune tra queste piccole casette dai tetti colorati.

Ceniamo su Gaspare godendoci il tramonto che nonostante le nuvole basse riesce a regalarci dei bellissimi colori esattamente nel momento in cui il sole si tuffa in mare.



16 AGOSTO

Viste le previsioni di pioggia perfettamente azzeccate decidiamo di fare una variazione al programma di viaggio: andremo oggi alla Citè de la Mer di Cherbourg lasciando Cap de la Hague per domani dato che le previsioni danno una giornata decisamente migliore.
Arriviamo al museo attorno alle 12:00 e sarà il periodo o la giornata di pioggia insistente ma tutti i parcheggi sono pieni. Troviamo però un posticino per Gaspare in una tranquilla strada laterale ed entriamo, c’è un po’ di fila per i biglietti ma per fortuna è molto scorrevole e in circa 20 minuti siamo ufficialmente dentro!

Lorenzo e il papà si fiondano subito all’attrazione principale, il REDOUTABLE! Lorenzo ha ormai 5 anni e può quindi accedere alla visita, Gianni non vedeva l’ora di portarlo 🙂

 

Nel frattempo io e Babi iniziamo la visita dell’acquario che sebbene non sia paragonabile a quello di Genova è comunque carino.


Finita la visita al sottomarino ci raggiungono anche il papà e Lorenzo, gironzoliamo ancora un po’, facciamo gli immancabili acquisti al negozio di souvenir ( vorremo mica andare via senza due sottomarini giocattolo?? ) poi, visto che sono ormai le 14:30 passate quindi il ristorante è chiuso e il bar offre davvero poco, torniamo su Gaspare e pranziamo tranquilli e all’asciutto sul nostro favoloso mezzo.
Ci rimettiamo poi in marcia e verso le 16:00 e con la pioggia che finalmente ci da tregua reaggiungiamo l’area di sosta di Siouville-Hague ( € 7,60 senza corrente ), una bella area spaziosa su prato a due passi dalla spiaggia.

 

Oltre a noi ci saranno si e no 5 camper, sistemiamo quindi tranquillamente Gaspare e ci concediamo un pò di relax: Babi dorme già da un pezzo e continua a farlo indisturbato, il papà lo segue, io ne approfitto per dedicarmi un po al diario di viaggio con Lorenzo che mi aiuta facendo due splendidi disegni ricordo. Verso le 18:20 visto che nessuno dei due bradipi si è svegliato e che il cielo si è aperto quasi completamente io e Lorenzo andiamo verso la spiaggia e scopriamo prima una bella piazzetta con bagni, docce ( fredde ma funzionanti ), ristorantino, lavanderia automatica e giochi per bambini

poi una spiaggia incantevole, forse la più bella tra quelle viste in Normandia e senza dubbio una tra le più belle di tutta la vacanza. Complice la bassa marea, il sole e il cielo azzurro con le nuvolette bianche questa spiaggia è davvero un piccolo paradiso e mi lascia letteralmente a bocca aperta. Sinceramente arrivando qui non mi aspettavo di trovare un posto di simile bellezza…

Lorenzo gioca a lungo con il suo sottomarino mentre io osservo incantata quello che ci circonda

poi verso le 19:30 torniamo da Gaspare a prendere i due dormiglioni, non possono certo perdersi questa meraviglia!! Torniamo quindi tutti e 4 in spiaggia ed è una gioia vedere i bimbi giocare e correre felici tra onde e basgnasciuga!



Torniamo su Gaspare alle 20:30 passate ma le sorprese non sono finite: il sole tramonta esattamente di fronte a noi e ceniamo coccolati da una splendida luce arancione.

 

17 AGOSTO

Oggi il cielo è limpido e dopo colazione ci mettiamo in marcia alla ricerca di un piccolo paesino in cui eravamo stati io e Gianni nel nostro viaggio in Normandia nell’agosto 2012. Non ci ricordiamo il nome ma crediamo sia Biville… ci accorgiamo che non lo è solo quando entriamo in paese 🙂 Sbagliando una deviazione finiamo per puro caso nella strada che conduce alle famose dune e giacché siamo qui decidiamo di andare a vederle. Anche in questa occasione la scelta si è rivelata provvidenziale!
Le dune offrono uno scenario bellissimo e la strada che porta fino alla spiaggia è incantevole.

In fondo alla strada si trova un ampio parcheggio dove lasciamo Gaspare accanto ad un altro camper italiano che probabilmente ha passato qui la notte per andare a scoprire la spiaggia.

Oltrepassata la duna di sabbia grazie alla comoda passerella in legno si apre davanti agli occhi un tratto di costa semplicemente meraviglioso


Le onde sono troppo invitanti per non approfittarne così torno velocemente da Gaspare a prendere costumi e asciugamani et voilà:

Ci divertiamo talmente tanto a giocare con le onde che quando vorremmo andare a vedere uno dei resti dei bunker disseminati lungo la spiaggia il mare è ormai troppo alto ( della lingua di spiaggia che abbiamo trovato al nostro arrivo ne è rimasta meno della metà ) così ritorniamo da Gaspare ed andiamo a cercare un posticino tranquillo dove poter pranzare. Gianni sceglie una strada perfetta e pranziamo tranquilli a bordo di una deserta strada sterrata con un panorama magnifico sulla costa e sulla spiaggia che abbiamo appena salutato.

Dopo pranzo raggiungiamo un altro posto dal panorama spettacolare: Nez de Jobourg. A 128 m dal livello del mare si innalza questa splendida falesia dalla quale, in una giornata limpida come quella di oggi, lo sguardo si può perdere ad ovest fino al capo di Flamanville e ad est fino alla nostra meta serale, Cap de la Hague. Il faro di La Hague si vede nitidamente.
Parcheggiamo comodamente nel parcheggio gratuito ( dove si può tranquillamente anche pernottare nell’area riservata ai camper, con splendida vista sul mare! ) e prendiamo il breve sentiero che, affiancati da simpatici vitelli, ci conduce alla punta .

Siamo già stati qui: nello scorso viaggio in camper a causa del forte vento non eravamo scesi dal camper e in una vacanza in macchina nell’estate del 2012 solamente io e Gianni ( Lorenzo era nel pancione della mamma ) con un tempo da lupi, pioggia e nuvole basse, ma oggi la giornata è meravigliosa e possiamo godere appieno della bellezza di questo luogo!


 

Giacchè siamo in ora merenda decidiamo di approfittare della bella terrazza del ristorante “Auberge des Grottes” e avvolti da bellissime ortensie e in un contesto praticamente unico ci concediamo un bel galato per i bimbi… e ostriche e un bicchiere di vino per i grandi!


Riprendiamo Gaspare e percorrendo la Routes des Caps ( molto bella paesaggisticamente ma anche abbastanza stretta e percorsa da diversi camper… diciamo che per chi non guida è uno spettacolo ma Gianni non se l’è potuta assolutamente godere… )

arriviamo all’area di sosta di Auderville. L’area non è altro che un parcheggio sterrato senza servizi, ma vi assicuro che è uno dei posti più belli in cui si possa sostare. Di fronte a voi, raggiungibile con una facile passeggiata di circa 10 minuti, si staglia imponente il faro di Cap de La Hague, guardiano di questo meraviglioso luogo. Sono le 16:30, ci sono ancora pochi camper e un bel paio di posticini fronte faro. Sistemiamo Gaspare e lasciamo riposare ancora un po’ Babi ( che si è addormentato appena lasciato il Nez de Jobourg ) mentre Gianni contempla il suo panorama preferito.

Alle 17:30 ci avviamo con calma verso il faro e già avviandoci lungo la strada l’emozione è forte. Raggiunto in moto, in auto e ben due volte in camper, questo è sicuramente uno dei nostri angoli preferiti di Francia, non a caso una splendida gigantografia di una foto scattata da Gianni nel 2012 troneggia sulla parete di camera dei bimbi 🙂

Raggiungo l’inizio del minuscolo paesino ci accorgiamo di due grandi cambiamenti: il ristorante in cui avevamo cenato fronte faro la prima volta in cui siamo stati qui, poi chiuso durante le successive visite, ha finalmente riaperto e alle spalle degli scogli di fronte al faro è stata costruita una “duna” di sassi visibile già dalla strada.
Il ristorante è una tentazione troppo forte e prima di incamminarci verso il faro ci fermiamo a prenotare un tavolo vista faro per la cena. Raggiungiamo poi l’area del faro, la bassa marea lascia scoperti gli scogli che immancabilmente diventano un ottimo campo da gioco per i bimbi.

 

La “duna” di sassi che abbiamo visto dalla strada si allunga verso il mare creando una piccola baia riparata dal vento che anche oggi si fa sentire e mentre Gianni si avventura sulla cresta della duna per andare a scoprire il bunker lungo la costa noi ci fermiamo qui a lungo, a giocare tra sassi e scogli, sorvegliati dal nostro splendido faro.


 
 

Uno dei pomeriggi più belli di tutta la vacanza.

Ceniamo a base di ottimi piatti di pesce nella bella sala del ristorante

e quando il sole inizia a tramontare Gianni rinuncia anche al dolce pur di andare a immortalare il faro al tramonto mentre noi ci godiamo i caldi colori del tramonto comodamente seduti al tavolo.

Sono quasi le 22:00 quando riprendiamo la strada verso Gaspare, salutando alle nostre spalle il bel ristorantino e il nostro amato faro, con l’immancabile promessa: ci rivderemo presto.

18 AGOSTO

Oggi iniziamo il nostro itinerario lungo le spiagge dello sbarco che ci porterà a rivisitare luoghi già conosciuti e a scoprirne di nuovi. La prima tappa è il World War II a Quineville

, un museo piccolo ma molto ben tenuto in cui è perfettamente ricostruita una scena di strada civile a grandezza naturale, veramente molto suggestiva.

All’interno del museo si può anche accedere al vecchio bunker ben conservato che si affaccia su Utah Beach e all’interno del quale viene raccontata la storia del luogotenente della marina Ohmsen, comandante della guarnigione che stanziava nella batteria di Crisbecq ( la seconda meta di oggi ) che avvistando le navi degli alleati diede per primo l’allarme, condusse una strenua difesa della sua batteria e riuscì a portare 78 dei suoi uomini nelle linee tedesche sfondando l’accerchiamento americano. Per questo gesto fu insignito della croce di cavaliere della croce di ferro per meriti eccezionali di comando e/o coraggio. Poco prima dell’uscita, sulla parete laterale, troneggia una bellissima poesia dedicata ai veterani. Inutile dire che mi sono commossa leggendola.

Ci spostiamo di 7 km e raggiungiamo la Batteria di Crisbecq, la più grande batteria di artiglieria sulle spiagge dello sbarco con ben 22 bunker sotterranei visitabili, molti dei quali ripropongono perfette ricostruzioni di vita quotidiana all’interno della batteria. Il percorso all’interno della batteria è senza dubbio molto suggestivo


e oltre ai vari bunker è impressionante anche la grandezza della parte esterna, con i vari spiazzi per i cannoni di contraerea ( alcuni tutt’ora presenti ) e le torrette di difesa.


Ci spostiamo ancora di circa 7 km e raggiungiamo Ravenoville Plage, un grazioso paesino con una caratteristica fila di case colorate fronte mare.


La giornata di oggi sicuramente non rende giustizia ai colori ma il posto è comunque graziosi e soprattutto ci regala una bellissima area da pic nic proprio sulla spiaggia, perfetta per il nostro pranzo.

Dopo pranzo ci dirigiamo verso Saint Mere Eglise e troviamo posto senza problemi al bel Camping de Saint Mere Eglise, semplice, tranquillo e vicinissimo al centro. Sistemiamo Gaspare in una larga piazzola proprio accanto al parco giochi e mentre i bimbi giocano noi scambiamo quattro chiacchere con la famiglia italiana che occupa la piazzola accanto alla nostra.

 

Ci incamminiamo poi verso il vicino Airborne Museum, un museo molto suggestivo che entusiasma anche i bimbi! Ovviamente loro lo vivono con uno spirito completamente diverso ma quando un luogo riesce a coinvolgere i più piccoli è sicuramente fatto bene.


Una delle parti più coinvolgenti è senza dubbio l’area in cui viene simulato il famoso lancio dei paracadutisti:

Rimaniamo nel museo fino all’orario di chiusura ( anzi in realtà chiudiamo proprio noi il museo, siamo gli ultimi ad uscire dal negozio dei souvenir ) poi torniamo da Gaspare. Doccia calda, un giro di lava/asciuga, cenetta tranquilli e poi un bel meritato riposo.

19 AGOSTO

Questa mattina tentiamo la visita ad un posto che io e Gianni abbiamo già visitato nel 2012 ma che non abbiamo mai visto con i bimbi: la Pointe du Hoc. Scrivo tentiamo perché in molti avevano indicato che il sito è sempre molto affollato ed è difficoltoso parcheggiare con il camper… in realtà noi arriviamo attorno alle 11:30 ed il parcheggio ( gratuito e ben segnalato ) riservato ai camper è quasi vuoto e anche quando lasceremo il parcheggio circa un paio d’ore dopo, sebbene il parcheggio si sia riempito, non mancano comunque i parcheggi. Al nostro arrivo ci sono anche dei parcheggiatori che evitano il “parcheggio selvaggio”, quindi fortunatamente non abbiamo incontrato alcun problema.
Sistemato comodamente Gaspare e salutata con estremo piacere una ex collega camperista anche lei in viaggio con la famiglia sulle coste Normanne ci incamminiamo verso il sito.
Il primo impatto è commovente, non solo per l’enorme distesa di solchi lasciati dai bombardamenti ma soprattutto per la presenza di due veterani che, incontratisi casualmente, sono li fermi a chiaccherare circondati ovviamente da un buon numero di persone. Uno di loro poi si allontana verso il parcheggio mentre l’altro ha appena iniziato la sua visita ed io non posso fare a meno di avvicinarmi a lui, stringergli la mano e dirgli con il groppo alla gola “thank you“. Lui sorride, ringrazia a sua volta con umiltà e cerca la mano di Babi e Lorenzo, che nel frattempo si sono avvicinati. “Hey boys” li saluta con calore ed io ho le lacrime agli occhi ancora oggi mentre scrivo ed ho chiara nella memoria come se l’avessi davanti adesso l’immagine delle manine dei miei bimbi strette forti nella sua. Un momento bellissimo, toccante, di quelli che non si dimenticano mai.
Di fronte al memoriale, poco prima di raggiungere la punta, due stele recitano:

 

Questi sono i ragazzi di Pointe du Hoc. Questi sono gli uomini che hanno preso le scogliere. Questi sono i campioni che hanno contribuito a liberare un continente. Questi sono gli eroi che hanno aiutato a porre fine a una guerra” ( R.Regan )  – “Perché questi uomini sono di recente attratti dalle vie della pace. Lottano non per la voglia di conquista. Lottano per porre fine alla conquista. Lottano per liberare. Lottano per far sorgere la giustizia, e tolleranza e benevolenza tra tutte le tue persone. Loro anelano, ma per la fine della battaglia, per il loro ritorno al paradiso di casa” ( F.D.Roosvelt)

io ho avuto  l’onore di stringere la mano ad uno di essi.

Con la consapevolezza di aver vissuto un momento unico iniziamo la nostra visita alla Pointe du Hoc. E’ onestamente impressionante camminare accanto a queste buche enormi, impossibile immaginare cosa deve esser stato qui quel giorno.

Ancora più impressionante è affacciarsi sulla falesia, sembra impossibile che qualcuno possa averla scalata in così poco tempo e sotto un costante bombardamento…


Visitiamo questo luogo con calma, passeggiando fino al monumento eretto sulla punta e tra i resti dei numerosi bunker prima di far ritorno su Gaspare.


Lasciamo Pointe du Hoc e ci rechiamo in un altro luogo storico, Omaha Beach.
Parcheggiamo comodamente Gaspare in un parcheggio esattamente di fronte al famoso monumento sulla spiaggia ( possibilità sosta diurna, vietato il pernottamento )

e visto che ormai sono quasi le 14:30 ci concediamo un buon pranzo al vicino ristorante L’Ohama comodamente seduti su dei bei tavolini all’aperto. Dopo pranzo ci riposiamo un po’ sulla bella spiaggia e inauguriamo l’aquilone appena comprato.

Tra un gioco e l’altro decidiamo di chiudere la nostra permanenza in Normandia ad Arromanches, una cittadina che ci era già piaciuta tantissimo nella nostra precedente visita. Salutiamo quindi Omaha Beach e ci dirigiamo verso il campeggio municipale ( € 51,40 per 2 notti con elettricità, a pochi passi dal centro ) in cui ci eravamo trovati benissimo. La reception è ormai chiusa ma c’è la possibilità di prendere posto e pagare il giorno successivo, così sistemiamo Gaspare in una bella piazzola erbosa e ceniamo comodamente su Gaspare.


20 AGOSTO

Ci svegliamo con calma e dopo colazione andiamo a fare due passi per la bella Arromanches. Il cielo inizialmente grigio si apre regalandoci una bella giornata di sole dalla temperatura assolutamente gradevole! Per prima cosa torniamo nel bellissimo atelier dell’artista Van Luc, amatissimo da Gianni per la sua passione per le mucche  e scegliamo altri 3 quadretti da aggiungere alla nostra collezione!

Torniamo poi a salutare anche il bel carosello ( impossibile farselo mancare! )

e visto che siamo degli abitudinari per pranzo torniamo al ristorante “Le Papagall” che anche questa volta non ci delude!

Passiamo poi il resto della giornata a zonzo tra negozi di souvenir e lungomare, un bel pomeriggio di relax!

Ci avviamo verso Gaspare solo verso l’ora di cena ringraziando nuovamente Arromanches per questa splendida giornata!

21 AGOSTO

Oggi si riprende la strada del rientro passando per la Germania e in particolare per l’Europa Park! Maciniamo molti chilometri viaggiando tranquillamente e senza traffico e attorno alle 20:30 raggiungiamo la bella area di sosta gratuita di Saint Nicolas de Porte.  L’area di sosta è molto tranquilla, ci sono diversi camper parcheggiati sotto gli alberi e anche noi troviamo un bel posticino per Gaspare.

Oltre a tanto verde e a tanta tranquillità questo paesino regala anche un’altra meraviglia: le cicogne!!! Ce ne sono ovunque e la mattina successiva scopriamo che l’area di sosta si trova proprio alle spalle dell’Enclos a Cigognes, un centro di reintroduzione per le cicogne bianche, perfettamente visibili anche nel recinto che si affaccia sull’area di sosta…e sul tetto dell’edificio!

Ceniamo su Gaspare e passiamo una notte tranquillissima, con qualche vocio di cicogne qua e là 🙂

22 AGOSTO

Prima di rimetterci in marcia facciamo due passi fino al vicino parco giochi, tutto sommato dopo la giornata di viaggio di ieri i bimbi si meritano un po’ di moto!

Riprendiamo poi Gaspare alla volta dell’Europa Park, ultima tappa di questa favolosa vacanza… ma questa è un’altra storia 🙂

 

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