Sesta Parte: Hjorundfjord, GeirangerFjord e Dalsnibba

I prossimi tre giorni di viaggio saranno senza ombra di dubbio quelli in cui visiteremo i luoghi paesaggisticamente più spettacolari di tutta la vacanza. Sebbene parte del mio cuore sia rimasta a Kalvag e nella meravigliosa isola di Bremanger, questa parte di Norvegia ci ha letteralmente stregato e sarebbe da pazzi visitare questa terra e non passare da qui…

 

14 AGOSTO

Ci svegliamo senza pioggia e con il cielo che mostra grandi spazi di azzurro dietro le nuvole. Da Stranda ritorniamo verso Hellesylt fermandoci al punto panoramico che avevamo intravisto ieri sotto la pioggia. Oggi il panorama sul Geirangerfjord è stupendo

Rimarremmo qui a contemplarlo per ore, ma ci aspetta lo Hjorundfjord, un piccolo fiordo lungo 40 km decisamente meno famoso e meno turistico rispetto al vicino Geirangerfjord, ma vi assicuro che la sua bellezza è unica.
Imbocchiamo la statale 655 che all’inizio costeggia panorami simili ai nostri alpeggi, poi scorre lungo il lago Lyngstoylvatnet, le cui acque sono talmente limpide  da rendere perfettamente visibili – anche senza fermarsi – le case coloniche sommerse. Seguiamo la strada praticamente senza incontrare altri veicoli poi, dopo una curva, appare un paradiso inaspettato: sulla nostra destra casettine in pietra quasi totalmente coperte dalla vegetazione e sulla nostra sinistra un lago verde smeraldo con alle spalle un piccolo ghiacciaio.

Parcheggiamo il camper in un piccolo spiazzo esattamente sopra il lago ( è il camper che si vede nella prima foto in alto ), Babi dorme come un ghiro e mentre Lorenzo e il papà vanno a curiosare tra le piccole casette in pietra io preparo un piccolo aperitivo nel favoloso tavolino da pic nic che si trova esattamente sotto di noi.

  

 

Riprendiamo la strada verso il fiordo, arrivandoci esattamente per l’ora di pranzo. L’area di sosta che troviamo sulla nostra sinistra è troppo invitante per non fermarci: parcheggio, tavolini e uno splendido porticciolo con meravigliosa vista sul fiordo

  

Oltre a noi c’è solo un’altra famiglia, il silenzio è assoluto e tutto trasmette un senso di pace infinito. Guardandosi attorno si ha l’impressione di essere stati trasportati in una cartolina o in un meraviglioso dipinto.

 

Proseguiamo poi fino a Leknes, un minuscolo porticciolo affacciato sull’incontro tra lo Hjorundfjord e il Norangsfjord, arriviamo fino al pontile di imbarco dei traghetti, poi la strada finisce e noi ripercorriamo all’indietro la strada verso il Geiragerfjord.

Arriviamo ad Hellesylt attorno alle 15:20 e siamo fortunati: il prossimo traghetto per Geiranger è tra 10 minuti e ci imbarchiamo. La traversata dura circa un’ora e non è proprio economica ( NOK 1225,00 ) ma lo spettacolo che si gode da questo traghetto di linea, soprattutto se vissuto in una giornata di sole come oggi, è davvero imperdibile:

 

E’ un’esperienza davvero unica, meravigliosa, ho ancora davanti agli occhi quelle immense cascate che si tuffano nel mare ed è un ricorco che porterò con me per tutta la vita!

Arrivati a Geiranger ci rendiamo perfettamente conto di quanto i racconti letti online siano assolutamente realistici: Geiranger è esattamente agli antipodi rispetto ad Hellesylt. C’é un fiume di persone accanto al molo dei traghetti e molte auto sulla strada. Noi ci dirigiamo con calma verso il Geiranger Camping ( NOK 580,00 per due giorni ), un grande campeggio sulla riva del fiordo. Ci sono molti camper ma lo spazio è talmente tanto che non fatichiamo a trovare un ottimo posto poco al di la del fiume e vicino a tutti i servizi.

Sistemiamo il camper e prima di cena facciamo una passeggiata nel piccolo centro che a quest’ora ( sono circa le 18:00 ) è molto tranquillo dato che le navi da crociera e i pullman turistici sono ormai andati via.

15 AGOSTO

Oggi è nuvolo ma fortunatamente non piove. Prima di colazioni Gianni fa un giro di perlustrazione per vedere se per caso si sia liberata qualche piazzola fronte fiordo e siamo fortunati, si è liberata proprio la piazzola di testa. Spostiamo quindi il camper e facciamo colazione in riva al fiordo, al cospetto delle imponenti navi da crociera che hanno già fatto capolino.

 

Oggi ci concederemo una giornata tranquilla, senza spostamenti se non a piedi. Passiamo la mattina passeggiando per il paesino e per i vari negozi di souvenir e dopo pranzo percorriamo il breve percorso che parte da dietro il campeggio e porta ad una piccola panoramica costeggiando una bellissima cascata.

 

  

Il sentiero è semplice ed è fattibile anche con i bambini piccoli, ovviamente senza passeggino. Io ho Babi nel marsupio mentre Lorenzo sembra non curarsi nemmeno del numero di scale, rapito com’è dalla cascata che gli scorre accanto!
Dall’alto il panorama è davvero incantevole.

Torniamo al campeggio e dopo una bella doccia calda andiamo per la prima ( ed unica ) volta a cena fuori, all’Olebuda Restaurant, di cui avevo letto buone recensioni sulla Lonely e che questa mattina, durante la nostra passeggiata, ci era piaciuto. Il locale è molto carino e tranquillo, la cena davvero ottima: ci lasciamo tentare dal piatto del giorno, ossia una selezione di “tapas” di pesce con l’aggiunta di alcuni formaggi. Il cibo è tutto locale, così come l’ottima birra con cui accompagniamo il pasto.

Torniamo al camper decisamente soddisfatti della cena e della giornata, e mentre i bimbi dormono io e Gianni ci godiamo dal camper lo spettacolo della sera che cala sul Geirangerfjord.

16 AGOSTO

Il sole è tornato a splendere e noi salutiamo un po’ a fatica la nostra stupenda piazzola al Geiranger Camping. Inizia qui il nostro viaggio di ritorno verso Oslo. Ci mettiamo sulla 63 in direzione sud, la strada inizia a salire e a circa 4km da Geiranger è impossibile non fermarsi a contemplare il panorama dal Flydalsjuvet

Proseguiamo poi lungo la 63, che serpeggiando tra paesaggi spettacolari continua a salire. E’ senza ombra di dubbio la strada più bella percorsa fino ad ora.

Non siamo ad un’altezza elevata ( Il Dalsnibba che sarà il punto più alto della nostra strada è a 1500m s.l.m. ) ma sembra di essere oltre i 2000m: neve, rocce, piccoli laghetti che rispecchiano l’azzurro di questo cielo incredibile… è di una bellezza indescrivibile.
Ci fermiamo in un piccolo spiazzo e mentre Babi e Lorenzo creano piccole sculture con i sassi noi ammiriamo incantati ciò che abbiamo attorno.

  

Dopo una mezz’oretta buona ripartiamo e superato il lago Djupvatnet imbocchiamo la deviazione a sinistra verso il Dalsnibba. La strada, chiamata Nibbevegen, èuna strada a pedaggio con molte curve, alcune delle quali abbastanza strette, ma Gianni non ha avuto alcun problema nella salita, complice anche il fatto che la strada non era molto trafficata. Ad essere sinceri nella giornata di ieri avevo chiesto informazioni sulla sua percorribilità in camper all’ufficio del turismo e devo confermare che le indicazioni positive ricevute si sono rivelate esatte.
Curva dopo curva raggiungiamo la vetta ( il parcheggio è proprio in cima ) e il panorama a 360° gradi

 

 

Rimarremmo qui per delle ore, lo sguardo si perde all’infinito e anche i bambini sembrano incantati dal panorama, ma dopo l’immancabile visita al negozio di souvenir iniziamo la discesa, che ci regala ancora scorci mozzafiato

Riprendiamo la 63 e poco prima di imboccare la 15 verso Otta sentiamo un rumore fortissimo e sulle nostre teste sfrecciano due velocissimi caccia. Lorenzo ( che ogni tanto ancora si ricorda le frecce tricolore viste dal balcone di casa per l’inaugrazione dell’Expo ) è emozionatissimo e quando dopo qualche minuto ne passa un altro, anticipato e seguito da un rombo quasi assordante, il suo entusiasmo è alle stelle. Se gli chiedete ancora oggi che cosa gli è piaciuto di più della Norvegia, lui vi risponderà ” i caccia”!
Ci fermiamo per pranzo in una stupenda area pic nic nel punto panoramico di Langvatnet  poi proseguiamo fino ad Otta costeggiando l’Otta River, il cui colore azzurro ha semplicemente dell’incredibile. Io personalmente non ho mai visto niente di simile fino ad ora…

In più ai bordi della strada è un tripudio di funghi porcini, Gianni li vede nitidamente guidando, tanto che ad un certo punto accosta, prende due grosse borse e nel giro di 20 minuti torna tutto soddisfatto con le buste cariche di funghi!
Da Otta prendiamo la E16 con la quale nel tardo pomeriggio arriviamo all’ Hunderfossen Camping, accanto all’omonimo parco giochi, che sarà la nostra meta di domani. Il campeggio è grande e molto ben tenuto, con un’area servizi nuovissima che mette a disposizione anche bagno molto ampi per famiglie. E’ tranquillissimo e la posizione a bordo fiume è davvero bella. In prima battuta posizioniamo il camper in riva al fiume, poi però decidiamo di spostarci accanto all’area giochi di modo che i bambini possano giocare tranquillamente mentre prepariamo i funghi e la cena. Lorenzo gioca tranquillamente con alcuni bambini norvegesi, con i quali si capisce alla perfezione e, nonostante la differenza di lingua, si diverte un mondo.
Dopo una bella doccia calda ed un’ottima cena con tanto di funghi sapientemente cucinati dallo chef Gianni andiamo tutti a nanna, domanic i aspetta l’Hunderfossen Familiepark e dobbiamo essere riposati!
Se volete visitare questo splendido parco noi, basta cliccare qui.

 

Vai alla quinta parte                                                             Vai alla settima parte

I commenti sono chiusi.